Cristiano Ronaldo, 36 anni: con la Juve 47 gol nelle ultime 47 gare di campionato
Cristiano Ronaldo, 36 anni: con la Juve 47 gol nelle ultime 47 gare di campionato
di Paolo Grilli A forza di trovarsi di fronte a dei bivi stagionali, la Juve sembra essersi smarrita. Ma è stato proprio il cammino costellato di troppi passi falsi a portare la presunta corazzata di Pirlo in uno stallo, per lo meno in campionato, che non promette nulla di buono per chi ambisce solo al massimo risultato. Anche se la matematica sembra tenere ancora in piedi il sogno scudetto, e il Maestro non giochi al ribasso, ad intenti, anche dopo il pari di Verona, la sensazione generale è che l’ultimo treno per arrivare al decimo titolo di fila tra i nostri confini sia ormai passato. Perché...

di Paolo Grilli

A forza di trovarsi di fronte a dei bivi stagionali, la Juve sembra essersi smarrita. Ma è stato proprio il cammino costellato di troppi passi falsi a portare la presunta corazzata di Pirlo in uno stallo, per lo meno in campionato, che non promette nulla di buono per chi ambisce solo al massimo risultato. Anche se la matematica sembra tenere ancora in piedi il sogno scudetto, e il Maestro non giochi al ribasso, ad intenti, anche dopo il pari di Verona, la sensazione generale è che l’ultimo treno per arrivare al decimo titolo di fila tra i nostri confini sia ormai passato.

Perché anche i tre punti eventualmente recuperabili contro il Napoli il 17 marzo (tutt’altro che scontati) costituiscono ben poca cosa quando l’Inter è scappata a +10 e il Milan si è già ripreso, tallonando ancora Conte a quattro lunghezze.

Impietoso il confronto della classifica attuale dei bianconeri con quelle che gli stessi scrissero nella lunga epopea di Conte e Allegri, con l’appendice comunque vincente di Sarri. Già, il tanto criticato tecnico rimasto una sola stagione a Torino, dopo 23 gare giocate aveva ben otto punti in più, l’anno scorso, rispetto a quelli raccolti dalla Signora dopo l’ultimo cambio in panchina. E l’ultimo Allegri ben 17.

Difficile pensare ora a un’Inter colta da una improvvisa e prolungata crisi, di qui a giugno, molto più agevole credere invece a una Juve ancora in cerca di identità, visti anche i numerosi infortuni che hanno costretto Pirlo a ridisegnare il suo undici perdendo nerbo e qualità. L’unico punto fermo sembra Ronaldo, delizia e croce della Signora. Se i 47 gol siglati da CR7 nelle ultime 47 in A in bianconero valgono più di mille parole, così come il suo 43% di segnature sul totale di squadra, appare evidente come la squadra sia dipendente da lui per il proprio destino. Anche economico. Il portoghese costa ogni anno quasi 60 milioni al club, considerando l’ingaggio lordo. Tantissimi prima del Covid, figurarsi ora.

Le smorfie di Ronaldo ormai non si contano, facendo una collezione delle sue immagini nei post partita. E chissà che il sorriso non possa tornargli prima di quanto non si possa pensare lontano da Torino, se la stagione della Juve non dovesse portare ad almeno un altro titolo. A Miami, magari, in quella Florida baciata dal sole dove sarebbe stato invitato da David Beckham a giocare nella sua... Inter. Perché poi, anche senza i bonifici da capogiro legati a Ronaldo, la Juve dovrà spendere 113 milioni più 17 di bonus per i riscatti di Chiesa, McKennie e Morata. Un’enormità.

Stasera c’è lo Spezia per la Juve, poi la Lazio sabato e il Porto martedì. Più che un bivio, sembra una maledetta strettoia.

Le probabili formazioni.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Danilo, Demiral, De Ligt, Alex Sandro; Chiesa, Bentancur, Rabiot, McKennie; Kulusevski, Ronaldo. Allenatore: Pirlo.

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Ferrer, Terzi, Chabot, Marchizza; Maggiore, Leo Sena, Acampora; Verde, Agudelo, Gyasi. Allenatore: Italiano.

Arbitro: Sacchi di Macerata.

In tv: h 20.45 Sky Sport Serie A.