La nuova Juve di Pirlo che si fa grande... coi vecchi. Ronaldo, autore della doppietta che ha ribaltato l’Inter a San Siro in Coppa. Ma anche Buffon, alla sua 1.100esima presenza in campo martedì, a 43 anni, segnata certamente dall’errore sul gol di Lautaro, ma anche dalla prodezza nella ripresa su Darmian. Poi, come dimenticare che l’accelerazione di...

La nuova Juve di Pirlo che si fa grande... coi vecchi. Ronaldo, autore della doppietta che ha ribaltato l’Inter a San Siro in Coppa. Ma anche Buffon, alla sua 1.100esima presenza in campo martedì, a 43 anni, segnata certamente dall’errore sul gol di Lautaro, ma anche dalla prodezza nella ripresa su Darmian. Poi, come dimenticare che l’accelerazione di gennaio (nonostante il brutto ko con l’Inter in campionato, la Signora ha collezionato otto vittorie in nove gare) ha avuto come protagonista anche Chiellini, pienamente recuperato e in grado di rialzare la barricata con Bonucci?

E si può andare oltre, mettendo nel gruppo dei "responsabili" anche Alex Sandro, solo trentenne ma alla sesta stagione in bianconero e tremendamente efficace a San Siro.

Come dire: bene la rivoluzione, ma la concretezza viene prima di tutto e spesso questa è parente stretta dell’esperienza.

Pirlo non può che puntare molto sulla vecchia guardia bianconera nel tour del force che prosegue sabato contro la Roma. Magari alternando le presenze visto che si gioca ogni tre giorni senza alcuna eccezione fino alla sfida col Porto in Champions, il 17 febbraio. Ronaldo ha superato i mugugni della sostituzione contro l’Inter, postando sui social frasi di piena adesione alla tripla missione bianconera: campionato, Champions e Coppa Italia. E si consolerà sapendo di essere l’unico dei 5 top campionati d’Europa ad aver collezionato già otto doppiette in stagione.

Più amaro il post partita di Buffon. Già deferito per avere pronunciato una espressione blasfema durante Parma-Juve del 19 dicembre, Gigi sarebbe di nuovo inciampato in una bestemmia martedì contro l’Inter. L’espressione sarebbe stata captata dai microfoni a bordocampo, complice l’assenza del pubblico, e ora il portiere rischia un altro deferimento.

Paolo Grilli