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30 mag 2022

"Così fa male, abbiamo sbagliato tutto noi"

La rabbia di Leclerc, fuori dal podio per una strategia sbagliata: "Eravamo padroni della corsa, non è possibile perdere punti"

30 mag 2022
leo turrini
Sport

di Leo Turrini

"Non ho parole. Davvero, non possiamo fare una cosa così, non esiste…"

Carletto Leclerc avrebbe avuto tutto il diritto persino di piangere, dopo. Ma ha mandato giù il rospo. Pur dicendo quello che andava detto.

"Sono tremendamente deluso - ha confessato il Ferrarista –. Avevamo la macchina migliore, nonostante la pioggia eravamo saldamente al comando, eravamo padroni della corsa…"

"Fa male, fa molto male. Abbiamo perso punti invece di guadagnarne, è incredibile. Io sono innamorato di questa squadra e ho bisogno di essere aiutato…"

"Abbiamo commesso due errori, uno dopo l’altro. Dobbiamo confrontarci, perché quello che è successo qui a Montecarlo non va bene. E lo sappiamo…"

Il misfatto. Ma che cosa è accaduto, esattamente? Cosa ha distrutto il sogno di Leclerc e della Ferrari? Il pasticcio si consuma quando la Red Bull fa la sua scommessa e monta gomme intermedie sulla macchina di Perez. La reazione del muretto Rosso è corretta: invitano Sainz a fermarsi, per copiare la mossa del messicano. Ma qui l’affare si complica: lo spagnolo si rifiuta di rientrare ai box, dice via radio che l’asfalto si sta asciugando, meglio aspettare…

A questo punto, la Ferrari fa qualcosa di incomprensibile: Leclerc è leader, se c’è uno che può permettersi di attendere è lui, Carletto. E invece lo chiamano dentro e gli montano le intermedie che Sainz non ha voluto!

La cosa tragicomica è che lo spagnolo non aveva torto: cioè la pista stava davvero asciugandosi. E la frittata si completa, ohibò, quando i due ferraristi, Carlitos davanti e Carletto dietro, si presentano in fila indiana per installare pneumatici slick.

Alla fine dell’ambaradan, da primo che era un imbufalito Leclerc si ritrova addirittura quarto.

Ci saranno lunghe discussioni in settimana, a Maranello, dopo il ricorso respinto sul ritorno in pista di Perez e Verstappen. Ci sono priorità da definire, tenendo conto che l’avversario, la Red Bull, sta dimostrando una superiorità “strategica” che pare addirittura compensare il vantaggio prestazionale che la Ferrari può non di rado vantare.

E così non va bene. Proprio no.

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