Il giro di boa del tour de force della Juve è stato compiuto in piena velocità da Pirlo. La vittoria contro la Roma certifica il pieno stato di salute della Signora, reduce da dieci vittorie nelle ultime undici gare tra tutte le competizioni e capace di battere tra le altre, dopo lo scivolone di San Siro in campionato con l’Inter, la stessa Inter in Coppa Italia, il Napoli in Supercoppa e appunto i giallorossi....

Il giro di boa del tour de force della Juve è stato compiuto in piena velocità da Pirlo. La vittoria contro la Roma certifica il pieno stato di salute della Signora, reduce da dieci vittorie nelle ultime undici gare tra tutte le competizioni e capace di battere tra le altre, dopo lo scivolone di San Siro in campionato con l’Inter, la stessa Inter in Coppa Italia, il Napoli in Supercoppa e appunto i giallorossi. Un cammino da protagonista su tutti i fronti che i bianconeri non vogliono certo interrompere. Il calendario propone domani il ritorno di Coppa contro Conte, gara solo all’apparenza in discesa dopo il 2-1 esterno, considerato non solo il valore dei nerazzurri con un Lukaku e un Hakimi in più, ma anche la circostanza di ritrovarsi con ben dieci diffidati. E un piccolo turnover non sarà evitabile per il ‘Maestro’ bianconero. Poi sabato la gara di Napoli, un altro bivio molto pericoloso.

Certo, con questo Ronaldo tutto è possibile. CR7 con la Roma è tornato a segnare in campionato dopo tre turni a secco (piuttosto insolito per lui) e ora lo score stagionale in A parla di 16 reti in 17 partite, con la netta impressione che adesso il portoghese sappia anche essere decisivo nei frangenti e nelle partite che più contano, come in Supercoppa e in Coppa all’andata a Milano. Non può che essere lui il punto fermo in avanti, mentre appare sempre più chiara l’intenzione di Pirlo di affidarsi unicamente a un tandem d’attacco, con Morata e Kulusevski che si alternano a fianco del portoghese ("Un eroe", per l’allenatore), piuttosto che a un tridente.

E così Ronaldo là davanti può svariare senza penalizzare i suoi, sapendo poi che ci sarà sempre accanto un compagno di reparto capace di pressare o di colpire, a seconda del bisogno. O anche di finalizzare: contro la Samp fu CR7 a fare da assistman. Ora è prossimo al rientro Dybala, e c’è da immaginare che anche la Joya vada a inserirsi nel novero degli assistenti di lusso di Ronaldo. CR7 ora sa che la Juve lanciatissima è plasmata tutta intorno a lui. Ed è diventata pure solidissima, con un gol preso in sei gare.

Paolo Grilli