di Gianmario Bonzi Sole e freddo. Sembra un miraggio, ma è tutto vero. Cortina 2021, giorno 4, il D-Day in cui finalmente si comincerà a gareggiare. In superG, come sempre accaduto ai Mondiali da Sierra Nevada 1996. L’attesa è tanta, diremmo quasi spasmodica, anche perché il calendario ora non lascia più spazio a rinvii: fanno 13 gare in 11 giorni, con tre prove cronometrate previste (due per la discesa maschile, solo una per la femminile, domani) e al prossimo stop si...

di Gianmario Bonzi

Sole e freddo. Sembra un miraggio, ma è tutto vero. Cortina 2021, giorno 4, il D-Day in cui finalmente si comincerà a gareggiare. In superG, come sempre accaduto ai Mondiali da Sierra Nevada 1996. L’attesa è tanta, diremmo quasi spasmodica, anche perché il calendario ora non lascia più spazio a rinvii: fanno 13 gare in 11 giorni, con tre prove cronometrate previste (due per la discesa maschile, solo una per la femminile, domani) e al prossimo stop si inizieranno a... cancellare competizioni.

In ogni caso, dalle 10.45 di questa mattina sarà tempo di far parlare sci, solette, racchette, testa e cuore. Il superG storicamente dice davvero bene all’Italia ai Mondiali, con tre titoli maschili dal 2007 (unica specialità in trionfo dai tempi di Alberto Tomba) e l’ultimo a livello femminile, tra l’altro proprio 24 anni fa esatti, cioè l’11 febbraio 1997, quando Isolde Kostner superò Katja Seizinger e Hilde Greg per il bis-iridato del 1996. Possibile ripetere l’impresa, con entrambi i sessi? Perché no, anche se i favoriti sono chiari e noti: Vincent Kriechmayr e Lara Gut. L’Italia avrà dalla sua al femminile il tracciatore (Feltrin), un disegno con tanta curva, anche se non ancora quel ghiaccio previsto per le discese del weekend. Bassino, Brignone, Curtoni e Marsaglia sono da competizione. Paris ("non sono ancora al top, ma in crescita, spero di aggiustare qualcosa") difende l’oro del 2019 e infatti gli azzurri al via con lui sono quattro, ciòè Innerhofer, Casse, Matteo Marsaglia, fratello di Francesca, e Buzzi. Anche qui i papabili per le medaglie restano altri, ma i campioni siamo ancora noi... Nel giorno senza gare, l’Italia si commuove per Sofia Goggia, che in lacrime si collega con i giornalisti di mezzo mondo per una conferenza stampa che è un pugno al cuore: "Ne servirà davvero tanto di coraggio questa volta – dice – il colpo è stato durissimo per me. Alla mattina mi alzo con un pensiero costante in testa.... Mi ha chiamato anche il presidente della Repubblica, Mattarella, e vista la situazione italiana non idilliaca in questo momento, devo dire che mi ha fatto veramente piacere. I Mondiali in casa sono un sogno enorme, a maggior ragione per la condizione che avevo, la serenità raggiunta a fatica negli anni e... non poterci partecipare pesa come un macigno sulle spalle. E’ terribile". Animo, Sofia. Ce la farai anche questa volta.