Antonio Conte, 51 anni: seconda stagione all’Inter, è primo a +8 sul Milan di Pioli
Antonio Conte, 51 anni: seconda stagione all’Inter, è primo a +8 sul Milan di Pioli
di Giulio Mola APPIANO GENTILE (Como) C’è il Milan che resta aggrappato al secondo posto con la forza della disperazione e non vuole mollare, c’è la Juventus che (fra mille problemi) comunque ha ripreso a correre, e anche se il vantaggio sulle dirette inseguitrici resta più che rassicurante, Antonio Conte proprio non ne vuol sentir parlare di “scudetto in tasca“ ("Vietato fare proclami, per ora non non si è vinto ancora nulla, finora abbiamo solo restituito un po’ di credibilità all’Inter, anche al’estero...") e aspetta...

di Giulio Mola

APPIANO GENTILE (Como)

C’è il Milan che resta aggrappato al secondo posto con la forza della disperazione e non vuole mollare, c’è la Juventus che (fra mille problemi) comunque ha ripreso a correre, e anche se il vantaggio sulle dirette inseguitrici resta più che rassicurante, Antonio Conte proprio non ne vuol sentir parlare di “scudetto in tasca“ ("Vietato fare proclami, per ora non non si è vinto ancora nulla, finora abbiamo solo restituito un po’ di credibilità all’Inter, anche al’estero...") e aspetta concentratissimo il Cagliari, a San Siro all’ora di pranzo. "Vedendo la rosa dei sardi sorprende vederli in quella posizione. Sarà una gara difficile, loro vorranno giocarsi le chance salvezza. Erano partiti con altri obiettivi e si ritrovano in una posizione pericolosa".

Pure per i nerazzurri, però, in palio ci sono punti pesantissimi: si va a caccia dell’undicesima vittoria di fila per tornare a più undici sui rossoneri e chiudere nel migliore dei modi il “trittico“ di otto giorni, probabilmente decisivo per la conquista del titolo. Perché se non si tratta di match ball poco ci manca, e questo, pur nel suo cauto ottimismo, l’allenattore lo sa bene: "Abbiamo la possibilità di fare qualcosa di eccezionale, vedendo quel che è successo nell’ultimo decennio in Italia...Chi parla dell’Inter dovrebbe ricordarlo... per il resto non ha senso fare discorsi sul futuro" dice con orgoglio il tecnico salentino, che giustamente rivendica i meriti suoi e del gruppo (la squadra da una parte, la dirigenza dall’altra) dopo un periodo faticoso. Ma dice di più Conte, quasi a voler pesare nel modo migliore una stagione dove nulla era scontato e un percorso che sta dando i frutti sperati: "Venire all’Inter è stata la decisione più difficile in assoluto, ma per come sono fatto non mi piace cogliere occasioni di comodo. Avevo e continuo ad avere tantissimo da perdere: ho la testa dura e sono pronto ad abbattere qualsiasi muro".

Intanto la sua scommessa l’ha quasi vinta, scollinando ostacoli di varia natura, non ultime le tormentate vicende societarie che potrebbero riservare gradite novità nelle prossime settimane (risolte le questioni cinesi, la proprietà dovrebbe ottenere da fondi di investimento il prestito da Goldman Sachs di 250 milioni fondamentali per chiudere la stagione ).

Buone notizie intanto dopo la rifinitura: negativi gli ultimi tamponi effettuati dalla squadra. Oggi mancheranno solo lo squalificato Barella e gli infortunati Kolarov e Perisic. Gagliardini, Vecino e Vidal si contendono un posto in mediana, mentre davanti possibile (ma non scontata) chance per Sanchez al fianco di Lukaku, con Lautaro Martinez inizialmente in panchina.