Italo Cucci

Il Presidente ha ben altri pensieri ma la Coppa Italia a lui dedicata è un lampo nel buio con grande gioco. Nel bel mondo del calcio molti non hanno capito - e dico di protagonisti e appassionati - che la tragedia che stiamo vivendo pretende comportamenti adeguati: innanzitutto rispetto per chi soffre, poi un’intima soddisfazione per il privilegio ottenuto di poter giocare. E giá la parola dice tutto.

Mentre il popolo è assillato dai colori della pandemia - giallo, arancione e rosso - dispensati dai tanti dpcm, il colore del calcio è sempre verde. E tuttavia i tifosi chiedono di tornare negli stadi mentre scuole e teatri sono chiusi; e i pedatori insistono per avere contratti scandalosamente ricchi; e gli allenatori e i dirigenti si lamentano per il superlavoro imposto dalle numerose partite in cartello, denunciando il...faticoso impegno dei loro poveri ragazzi. Se in altri tempi non ho mai cavalcato la demagogia dei censori che opponevano

alla dolce vita dei calciatori le fatiche degli operai, oggi è imperdonabile il lamento dei milionari che corrono dietro a una palla.

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