Giuseppe Tassi

La Juve chiude la cassa a doppia mandata e porta a casa la finale di Coppa Italia. Per l’Inter il rammarico di un assalto furioso e ostinato, che sbatte contro il muro bianconero, davvero insuperabile come ai tempi gloriosi della BBC, che oggi trova finalmente eredi all’altezza.

L’Inter fallisce un altro obiettivo stagionale e se vuole correre per lo scudetto deve dare più varietà al suo gioco offensivo, renderlo meno scontato e prevedibile.

Una gara con le difese sovrane, imbrigliata dai tatticismi e dal timore di concedere il fianco agli avversari. Lo dimostra la Juve con Cuadrado e Bernardeschi esterni di centrocampo, lo conferma l’inter contratta e coperta dei primi venti minuti.

Poi è la schiacciassi di Conte che prende il sopravvento con la muscolarità del centrocampo e la verve del solito Barella. Ma la Juve esibisce una difesa di giganti con Demiral e Danilo insuperabili dal duo Lukaku-Lautaro e l’eccellente filtro centrale garantito da Bentancur e Rabiot.

Nella ripresa Pirlo prova a cambiare marcia per azzerare i rischi. E lo fa con la fresca vena di McKennie, capace di innescare il contropiede. E qui é CR7 a fallire due occasioni importanti anche per la bravura di Handanovic.