Antonio Conte, 51 anni: vuole garanzie dall’Inter sui programmi.. Gianluigi Donnarumma (22) diviso tra Milan e Mino Raiola
Antonio Conte, 51 anni: vuole garanzie dall’Inter sui programmi.. Gianluigi Donnarumma (22) diviso tra Milan e Mino Raiola
di Mattia Todisco Non era il giorno giusto. Nessun vertice, tra Antonio Conte e Steven Zhang. Per ora le parti restano in attesa del confronto. Ogni giorno è buono, ma proprio l’importanza del summit richiede evidentemente una preparazione di un certo tipo per arrivare a carte scoperte. Si tratta di uno snodo cruciale per il futuro, da mettersi presto alle spalle per capire come proseguire, in un senso o nell’altro. Non è un semplice consuntivo di fine stagione....

di Mattia Todisco

Non era il giorno giusto. Nessun vertice, tra Antonio Conte e Steven Zhang. Per ora le parti restano in attesa del confronto. Ogni giorno è buono, ma proprio l’importanza del summit richiede evidentemente una preparazione di un certo tipo per arrivare a carte scoperte. Si tratta di uno snodo cruciale per il futuro, da mettersi presto alle spalle per capire come proseguire, in un senso o nell’altro. Non è un semplice consuntivo di fine stagione. Al tavolo del Villa Bellini-bis, replica del vertice che lo scorso agosto sancì la permanenza di Conte sulla panchina interista, ognuno chiederà qualcosa. La proprietà uno sforzo per non reclamare ulteriori innesti di caro prezzo (ieri De Paul ha dato l’addio all’Udinese attraverso i social, ma ad oggi sembra il classico sogno impossibile), il tecnico per trattenere tutti i più forti, sostituendo gli eventuali partenti con adeguati ricambi.

La partita non si gioca attorno agli esuberi "annunciati", da Joao Mario a Nainggolan passando per Dalbert o Lazaro (tutti di ritorno da un prestito) bensì su quelli a cui Conte non vorrebbe rinunciare nemmeno davanti all’offerta della vita. I "titolarissimi", dal trio Skriniar-De Vrij-Bastoni ad Hakimi, Barella, Brozovic, fino alla "LuLa". Passi per una cessione di Vidal, che ha probabilmente deluso lo stesso Conte, ma anche solo per lasciare partire Sanchez serve che arrivi un calciatore dello stesso livello, un vincente con la "garra" del cileno, che pur con i limiti imposti da qualche acciacco fisico ha una bacheca lunghissima ed è una garanzia di scossa a partita in corso.

A sua volta, l’allenatore è la garanzia che i giocatori (assenti al futuro vertice) sperano di avere per non doversi guardare attorno. È Conte ad aver convinto Lukaku a vestire il nerazzurro. Sempre lui ad aver fatto fare il salto di qualità definitivo a Bastoni, Barella, Martinez. Con lo scudetto sul petto, sono tutti pezzi che se in vetrina possono andare a ruba. Non rimarranno a ogni costo. Ed è lo stesso ragionamento di Conte. Dalle alte sfere nerazzurre tutti giurano che non c’è un piano B, c’è solo il piano A ed è Conte. Se però il distacco dovesse divenire realtà bisognerà mettersi in caccia e non è detto che i grandi nomi oggi liberi (Allegri?) siano ancora lì ad attendere una telefonata per un progetto che potrebbe puntare al ridimensionamento.