Il Milan festeggia l’1-0 di Kessie: otto vittorie e due pari in dieci gare di campionato
Il Milan festeggia l’1-0 di Kessie: otto vittorie e due pari in dieci gare di campionato
di Luca Talotta Quando in una stagione vinci una partita come quella di ieri sera, qualcosa vorrà pure dire. Perché al di là del successo ottenuto a Genova contro la Sampdoria, questo Milan ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra intelligente, capace di sopperire a mancanze importanti come quelle di Kjaer, Bennacer e Ibrahimovic, vale a dire l’asse portante della formazione. Massimo risultato con il minimo sforzo, verrebbe da dire. Ma dietro quel 2-1 firmato da Kessie su rigore e da Castillejo al suo primo pallone toccato appena entrato dalla panchina, c’è molto di...

di Luca Talotta

Quando in una stagione vinci una partita come quella di ieri sera, qualcosa vorrà pure dire. Perché al di là del successo ottenuto a Genova contro la Sampdoria, questo Milan ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra intelligente, capace di sopperire a mancanze importanti come quelle di Kjaer, Bennacer e Ibrahimovic, vale a dire l’asse portante della formazione. Massimo risultato con il minimo sforzo, verrebbe da dire. Ma dietro quel 2-1 firmato da Kessie su rigore e da Castillejo al suo primo pallone toccato appena entrato dalla panchina, c’è molto di più. C’è una squadra con un portiere che si è dimostrato ancora una volta vero fenomeno, capace di esaltarsi nell’unico impegno di giornata e dopo appena 8’ di gioco (un Donnarumma davvero clamoroso su Tonelli) ma anche un collettivo capace di soffrire, anche di fronte ad una squadra chiusa come la Sampdoria. E di andare a segno per la trentesima partita consecutiva in Serie A, un record ribadito e suggellato da un altro primato, quello delle 12 gare consecutive con almeno due reti siglate. Non tutte rose e fiori per Pioli; perché la sua squadra ha subito il nono gol in campionato e il settimo da calcio piazzato (solo Mertens a Napoli e Lukaku nel derby hanno segnato ai rossoneri su azione), ha visto un Brahim Diaz ribadire il suo periodo di involuzione e un Hauge invece adrenalinico al punto giusto. Ha compreso che senza Bennacer la squadra perde qualcosa in costruzione ma ne guadagna in copertura con Tonali, che cresce di partita in partita. E prosegue la sua corsa in cima alla classifica, con cinque punti di vantaggio sulla seconda, l’Inter di Antonio Conte, e già sette sulla quinta, ad oggi il Sassuolo.

Perché a sentire la dirigenza rossonera l’obiettivo di questa squadra è entrare nelle prime quattro della classifica finale e qualificarsi per la prossima edizione della Champions League, non di certo pensare ad oggi allo scudetto. Sarà, ma il Milan per ora non sbaglia un colpo. Doveva battere la Sampdoria e l’ha fatto, prima di tre partite (le altre saranno contro Parma e Genoa) che serviranno per mettere fieno in cascina e sfidare sul finire dell’anno Sassuolo e Lazio, due veri big match che potranno dare un ulteriore quadro su quelle che sono le possibilità di questo Milan. Che intanto pensa e studia anche per il futuro. Perché tra Calhanoglu, Donnarumma, Romagnoli e Ibrahimovic, sono davvero tanti i giocatori che dovranno sedersi al tavolo della scrivania e discutere del proprio futuro.

Sullo svedese il direttore sportivo Frederic Massara ha fatto capire che la decisione sarà prevalentemente sua: "Non abbiamo ancora cominciato a parlare di rinnovo con Ibra - le sue parole - dipenderà molto dal suo stato d’animo, dalla sua voglia. Ha dimostrato di volere fortemente il Milan e lo fa con grandissimo trasporto, ma anche il club gli sta dando molto, credo che gli abbia fatto ritrovare una voglia di essere ancora ai massimi livelli".