Fuori dal ciclismo a vita. Come Armstrong, come Di Luca. Nell’elenco dei corridori messi definitivamente al bando entra anche Riccardo Riccò, che oggi ha 37 anni, fa il gelataio a Vignola e già stava scontando una squalifica di 12 anni per doping con scadenza nel 2024. A inibirlo per sempre è una sentenza del Tribunale nazionale antidoping relativa all’inchiesta ‘Pista ciclabile’, iniziata in Toscana sei anni fa: ritenendo l’ex ‘Cobra di Formigine’ responsabile di ‘commercio illegale di sostanze eo metodi vietati’, i giudici hanno applicato una sanzione durissima, condannandolo anche al pagamento di 4mila euro e delle spese processuali. Riccò venne denunciato nella primavera del 2014 dopo un blitz a Livorno nel quale furono arrestate due persone in possesso di medicinali ad esclusivo uso ospedaliero. Oltre all’ex ciclista modenese, nel mirino degli investigatori finirono i dilettanti Matteo Cappè, ora squalificato per vent’anni, e Luca Benedetti, già radiato dall’Uci, oltre all’ex calciatore e procuratore sportivo Giovanni Bia, all’epoca ciclista amatoriale, che ha ricevuto due anni di stop..