Leo Turrini

Prima del virus, un autorevole gruppo di studiosi universitari anglosassoni coltivava una simpatica abitudine. Alla vigilia di ogni edizione delle Olimpiadi, gli accademici ipotizzavano il rendimento, calcolato in medaglie, delle singole nazioni. Basavano la loro profezia sull’andamento del prodotto interno lordo, il mitico Pil. E devo dire che di solito ci prendevano. Le loro previsioni, ad esempio, a proposito dell’Italia, in occasione dei Giochi di Londra e di Rio, hanno centrato il bersaglio quasi alla perfezione.

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