di Paolo Grilli Tenaci, capaci, pronte a nuove conquiste verso la completa parità con i colleghi maschi. Le donne dello sport hanno lasciato l’annus horribilis del Covid, il 2020, guadagnando ulteriori gradi all’interno di gerarchie che fino a poco fa sembravano loro precluse, quelle dirigenziali all’interno di organizzazioni sportive professionistiche del massimo livello. E non solo. Proprio in chiusura dell’anno passato, la dimostrazione che i vetusti steccati stanno definitivamente crollando. Becky Hammon, 43 anni, ha scritto una pagina storica nell’Nba, diventando la prima coach a guidare una squadra in una partita del campionato di basket americano. Una staffetta in corso, dopo l’espulsione per proteste di Gregg...

di Paolo Grilli

Tenaci, capaci, pronte a nuove conquiste verso la completa parità con i colleghi maschi. Le donne dello sport hanno lasciato l’annus horribilis del Covid, il 2020, guadagnando ulteriori gradi all’interno di gerarchie che fino a poco fa sembravano loro precluse, quelle dirigenziali all’interno di organizzazioni sportive professionistiche del massimo livello. E non solo.

Proprio in chiusura dell’anno passato, la dimostrazione che i vetusti steccati stanno definitivamente crollando. Becky Hammon, 43 anni, ha scritto una pagina storica nell’Nba, diventando la prima coach a guidare una squadra in una partita del campionato di basket americano. Una staffetta in corso, dopo l’espulsione per proteste di Gregg Popovich, allenatore dei San Antonio Spurs, durante l’incontro poi vinto dai Los Angeles Lakers. "Ovviamente è un fatto molto importante. Provo a non pensare al grande significato di questo momento perché è davvero travolgente" le parole dell’allenatrice, che ha raccolto la standing ovation mondiale. Lo stesso Popovich, dopo essere stato sostituito dalla sua vice, ha sintetizzato al meglio lo spirito di quella serata dall’alto della sua saggezza: "Non ho voluto Becky nel mio staff per fare la storia – ha detto – se è qui è perché se l’è meritato e il fatto che sia una donna non dovrebbe essere rilevante, ma normale".

In Italia qualcosa si muove nel calcio, con il professionismo femminile che sarà realtà dalla stagione 2022-2023. Ma intanto, nei più vasti confini europei, si è già potuto apprezzare l’operato del primo arbitro donna in Champions, la francese Stephanie Frappart, che a dicembre ha diretto Juventus-Dinamo Kiev. Passando al ciclismo, da evidenziare lo scatto di Cherie Pridham, direttore sportivo del team Israel Start-Up Nation (squadra nella quale correrà Chris Froome, vincitore di quattro Tour de France) nel World Tour maschile. Cinquant’anni il prossimo 22 maggio, Pridham ha gareggiato a buoni livelli fino al 2006. Dopo il ritiro, causato da un incidente in allenamento, è rimasta nell’ambiente come ds, facendo esperienza con le squadre Continental britanniche fino a gestire in prima persona tutta l’attività della Vitus Pro Cycling che però ha chiuso i battenti alla fine della scorsa stagione. "Ho avuto a che fare con ciclisti maschi per tutta la vita, quindi non mi aspetto grandi differenze", ha commentato lei.

Anche la National Football League registra l’avvento delle donne nel settore tecnico e dirigenziale. Il 27 settembre scorso i Cleveland Browns e il Washington Football Team hanno presentato due allenatrici nel loro coaching staff. Callie Browson per i Cleveland Browns e Jennifer King per il Washington Football Team hanno raggiunto l’importante traguardo nella partita arbitrata da Sarah Thomas, prima donna ad indossare la casacca a righe verticali bianche e nere nella storia della Nfl. E un paio di mesi dopo i Miami Marlins hanno annunciato come general manager della franchigia Kim Ng, la prima donna ad occupare questo ruolo nella Major League di baseball.

In ambito di motori, la Ferrari Driver Academy ha aperto a una donna per affinarne le capacità alla guida di una monoposto. Grazie al progetto ’Girls on track’ (in collaborazione con la FIA), quattro ragazze tra i 14 e i 16 anni, a novembre hanno superato le selezioni (tra 70 aspiranti) e si contenderanno l’unico posto disponibile nel vivaio del Cavallino. Sono le brasiliane Jjulia Ayoub e Antonella Bassani, la francese Doriane Pin e la belgaolandese Maya Weug. Solo una firmerà un contratto di un anno in Ferrari e avrà la chance di gareggiare nel prossimo campionato di Formula 4. Le donne vanno veloci, loro ancora di più.