di Gianmario Bonzi Inizio nella polvere (per il meteo), finale sull’altare. Di Cortina 2021, nella testa rimangono principalmente le immagini della meravigliosa DrusciéA, la pista da slalom che ha chiuso le competizioni regalando uno spettacolo unico, tale da valere l’ingresso in Coppa del Mondo in futuro, anche al maschile. A proposito: la gara più attesa, perché maggiormente aperta, regala gloria alla Norvegia con...

di Gianmario Bonzi

Inizio nella polvere (per il meteo), finale sull’altare. Di Cortina 2021, nella testa rimangono principalmente le immagini della meravigliosa DrusciéA, la pista da slalom che ha chiuso le competizioni regalando uno spettacolo unico, tale da valere l’ingresso in Coppa del Mondo in futuro, anche al maschile. A proposito: la gara più attesa, perché maggiormente aperta, regala gloria alla Norvegia con Foss-Solevaag e Kristoffersen oro e bronzo, e in mezzo l’austriaco che non ti aspetti, Pertl, argento. Vinatzer fa sognare l’Italia fino a metà gara (secondo), poi chiude quarto con il freno a mano un po’ tirato; gli servirà da esperienza, a 21 anni il futuro è suo.

Tartassata da neve e caldo nei primi giorni della rassegna, Cortina chiude invece alla grande proprio grazie al meteo, poi sempre bellissimo, e all’incredibile lavoro degli uomini di Alberto Ghezze in pista, in grado di preparare una neve sempre perfetta nonostante le condizioni un po’ matte con freddo di notte e tanto caldo al mattino.

Il Mondiale è stato dominato dalle nazioni classiche dello sci alpino, Austria e Svizzera, prime nel medagliere, trascinate da Liensberger, Schwarz e Gut.

I nomi nell’albo d’oro sono prestigiosi, le piste assolutamente all’altezza in vista dei Giochi 2026, pur con una "Vertigine" un po’ corta per la velocità maschile. L’Italia esce con una sufficienza abbondante, grazie all’oro di Marta Bassino in parallelo e a ottime prestazioni al maschile, con i ragazzi sempre tra i primi 5 tranne che in combinata. "Mi aspettavo di più, soprattutto dalle ragazze, e qualcuno ha parlato troppo", le parole di un deluso presidente Flavio Roda, con possibile riferimento a Federica Brignone. Vinatzer e Franzoni, i giovani maschi più interessanti, fanno sognare un futuro roseo, mentre le ragazze, dilaniate da qualche conflitto interno di troppo, hanno però dovuto lottare con una pista che mai le aveva esaltate. L’infortunio di Goggia (e anche di Nicol Delago) ha fatto il resto, complicando maledettamente le cose. Ma se a Pechino 2022 ci saranno tutte, e meno litiganti, sarà un’altra storia. Scommettiamo?