Paolo Franci

è un modo di dire, anche un po’ ritrito se vogliamo che, ahinoi, fin troppo spesso fa rima con Italia. Recita: "Ci siamo fatti male da soli". Succede meno nello sport che nelle cose del nostro povero Paese. Anzi, dopo le magie - dall’Europeo ai mille allori e medaglie in chiave tricolore, fino alla fantastica impresa di Sonny Colbrelli, ne avevamo dimenticato il significato. Noi però siamo grandi in mille cose: arte, cultura, moda, architettura e potrei stare qui a riempire righe e righe. Grazie a un signore che si chiama Roberto Mancini, un genio tutto italiano, lo siamo anche là dove rotola il pallone. Però, eh sì, sappiamo come ci si fa del male. Lo sappiamo bene e quando lo facciamo noi, zero rivali. Ieri sera lo abbiamo dimostrato, in una sorta di commedia all’italiana che ci ha ricordato l’epopea di Sordi, Tognazzi, Gassman e Manfredi. Personaggi spesso amari, i loro, come è stata amara la notte azzurra, costruita su quella inaccettabile cosa di fischiare Donnarumma. Non quello del Psg, ma l’eroe scintillante dell’Italia del Mancio. Da lì tutto è andato storto. Magari è un caso, magari no. Ma certo i ragazzi che hanno vinto l’Europeo non meritavano una notte così. Poi, siccome sappiamo farci male da soli, che ti combina Leo, il giocatore più esperto in campo? Alza il gomito e poi arriva il raddoppio spagnolo. Ci ribelliamo alla sorte, la riapriamo, ma alla fine è notte fonda, maledizione.