Giuseppe Tassi

La risposta alla Coppa dei ricchi è nella faccia pulita e nei piedi nobili di Giacomo Raspadori. Con due gol d’autore il giovane centravanti rovescia il Milan e il risultato, fiero dei suoi ventun’anni, di una tecnica sopraffina e del Sassuolo che si sta innamorando di lui. La Superlega, nata e morta in 48 ore, è lontana anni luce e ora il Milan mette a rischio anche la qualificazione alla contestata Champions.

È una nemesi impietosa quella dei rossoneri anche perché arriva in coda a una partita giocata con intensità, pressing e dedizione.

Ma il Sassuolo, con il suo gioco brillante e la gemma di Raspadori, dimostra una volta di più che il calcio ha bisogno come il pane degli outsider, dei piccoli club, del fascino dell’imprevedibile, dei giovani talenti che sbocciano.

E la conferma arriva da Inter e Juve, le altre candidate italiane alla Coppa dei ricchi, costrette a rimontare contro Spezia e Parma. Pirlo rimette in piedi il castello nella ripresa con i gol di Alex Sandro e De Ligt. L’Inter, che ha perso il suo passo imperiale, si affanna per agguantare lo Spezia ma alla fine si ferma a un pareggio che ha il sapore dello scudetto anticipato. Per merito di un certo Raspadori.