Paolo Rossi è il calciatore italiano più famoso al mondo: è morto il 9 dicembre dell’anno scorso a 64 anni
Paolo Rossi è il calciatore italiano più famoso al mondo: è morto il 9 dicembre dell’anno scorso a 64 anni
di Paolo Franci Non ci fosse stato il maledetto virus che gli ha impedito di raccontare quella fantastica notte dell’ 11 luglio a Wembley, Alberto gli avrebbe dedicato la vittoria all’Europeo. Niente cielo blu sopra Wembley e neanche il triplo urlo "campioni d’Europa!", ma un accenno semplice e sentito a Paolo Rossi, un amico che non c’è più. Sì, Pablito,al quale Alberto Rimedio, voce Rai delle partite azzurre, avrebbe dedicato il trionfo dei Mancio Boys. Ieri, il telecronista che non ha potuto raccontare la finale di Euro2020 per la positività al Covid, ha rilanciato l’idea: "Intitoliamo lo stadio Olimpico a...

di Paolo Franci

Non ci fosse stato il maledetto virus che gli ha impedito di raccontare quella fantastica notte dell’ 11 luglio a Wembley, Alberto gli avrebbe dedicato la vittoria all’Europeo. Niente cielo blu sopra Wembley e neanche il triplo urlo "campioni d’Europa!", ma un accenno semplice e sentito a Paolo Rossi, un amico che non c’è più. Sì, Pablito,al quale Alberto Rimedio, voce Rai delle partite azzurre, avrebbe dedicato il trionfo dei Mancio Boys.

Ieri, il telecronista che non ha potuto raccontare la finale di Euro2020 per la positività al Covid, ha rilanciato l’idea: "Intitoliamo lo stadio Olimpico a Pablito Rossi", l’uomo che più di tutti incarna - nessuno ce ne voglia - l’eroismo azzurro, pur nella metafora della caduta, della rinascita e infine della leggenda. Rimedio lo ha fatto nel corso della presentazione del suo libro al Salone d’Onore del Coni. C’era il presidente del Coni Giovanni Malagò. C’era il numero uno della Figc Gabriele Gravina e ,davanti a loro, una sala piena. Quando Rimedio ha rtaccontato che un capitolo di ’Euro 2020 - Wembley si inchina all’Italia’ è dedicato proprio a Pablito, la sala gremitissima di colleghi giornalisti e personalità è scattata in piedi. L’applauso lungo e pieno di struggente passione. Poi la palla che passa a Gravina: "Intitolare lo stadio Olimpico a Paolo Rossi? Una bellissima idea". Però è noto come la cosa non dipenda dalla Figc che, tra l’altro si è già mossa da un pezzo: "Abbiamo intitolato a Paolo la Sala del Consiglio federale e abbiamo in mente altre iniziative per tenerlo vivo nella memoria di tutti noi", ha proseguito Gravina. E’ in progetto di dedicargli il nuovo centro federale per i giovani che sorgerà sulle ceneri del Salaria Sport Village. E non solo, la Lega di Serie A gli ha intitolato il premio per il capocannoniere del campionato. Sì, ok, ma perchè è così difficile intitolare l’Olimpico a Paolo Rossi? Perchè non si può fare come con il ’Maradona’ di Napoli? In quel caso è bastato mettere insieme i tasselli con la massima istutuzione cittadina, il Comune di Napoli proprietario dell’impianto che, di fatto, ha ’votato’ all’unanimità per ricordare Diego. Nel caso dell’Olimpico la storia è più complessa, perchè l’impianto romano è affidato - in sostanza di proprietà - a Sport e Salute Spa, il cui unico azionista è il Ministero dell’Economia. Dunque, siamo nell’ambito della politica di Stato e l’Olimpico, pur essendo lo stadio a cinque cerchi per eccellenza, non è più nella disponibilità diretta del Coni (lo era attraverso la defunta Coni Servizi Spa) . Non è quindi sbagliato considerare lo stadio di Roma, dalla legge di bilancio del 2018 che ha istituito Sport e Salute Spa in luogo del vecchio Coni Servizi Spa,un vero e proprio ’stadio di Stato“. Il che, in linea del tutto teorica (molto teorica) dovrebbe rendere l’operazione Pablito Rossi più semplice ma al tempo stesso molto complessa. Chi dovrebbe decidere il cambio di nominativo? Attraverso quali passaggi? E il fatto che l’Olimpico sia un simbolo a cinque cerchi a livello mondiale può passare in secondo piano? Forse no, ma dedicarlo a Pablito sarebbe bellissimo.