Cristiano Ronaldo (Ansa)
Cristiano Ronaldo (Ansa)
I costi in crescita esponenziale trainati dall’ingaggio di Ronaldo, i ricavi Champions in progressivo ribasso dopo le due finali del primo Allegri e fino alle clamorose eliminazioni contro le sfavorite Ajax e Lione negli ultimi due anni. La forbice tra entrate e uscite, allargata ulteriormente dall’effetto Covid, impone semplicemente a Pirlo una cosa sola: rimontare l’1-2 dell’andata col Porto e tenere aperto, oltre che il grande...

I costi in crescita esponenziale trainati dall’ingaggio di Ronaldo, i ricavi Champions in progressivo ribasso dopo le due finali del primo Allegri e fino alle clamorose eliminazioni contro le sfavorite Ajax e Lione negli ultimi due anni. La forbice tra entrate e uscite, allargata ulteriormente dall’effetto Covid, impone semplicemente a Pirlo una cosa sola: rimontare l’1-2 dell’andata col Porto e tenere aperto, oltre che il grande sogno Champions, anche e soprattutto il rubinetto dei soldi Uefa.

La Juventus ha talmente scommesso sulla dinamica crescente dei ricavi trainata da costi crescenti, che stasera l’aspetto finanziario diventa addirittura prevalente sull’ossessione del mondo Juve, che da sempre si chiama Champions League. Il presidente Andrea Agnelli sa bene quanto pesi econimicamente ciascuno dei 100 minuti della sfida di stasera: non a caso ieri è tornato sul tema della Superlega Europea, salvagente cui si aggrappano sempre più i grandi club strozzati da una dinamica insostenibile di costi. In mezzo a questa montagna di ombre Andrea Pirlo ha fatto quello che mai sarebbe stato possibile a Sarri l’anno scorso: ha convinto Ronaldo a saltare una partita ed a perdere uno slot per diventare capocannoniere della serie A.

Stasera il tecnico si gioca una fetta impotante del suo futuro (se esce, l’anno prossimo sicuramente sarà avvicendato), ma gioca anche per Paratici, il cui progetto al momento si risolve in un gigantesco rischiatutto, e per lo stesso club, alle prese con conti difficili e riscatti di giocatori costosissimi alle porte. Buon che per i bianconeri rientri Arthur, la polizza contro sciocchezze come quella di Bentancur all’andata, che Morata abbia ritrovato minutaggio e fiducia e che la squadra abbia dimostrato con la Lazio di essere più viva di quanto dimostra di essere quando c’è Ronaldo. Mai come stasera "vincere è l’unica cosa che conta".

Le formazioni

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Demiral, Bonucci, Alex Sandro; Chiesa, Arthur, Rabiot,McKennie; Morata, Ronaldo. Allenatore: Pirlo.

PORTO (4-4-2): Marchesin; Manafa’, Mbemba, Pepe, Zaidu; Otavio, Oliveira, Uribe, Diaz; Marega, Taremi. Allenatore: Conceicao.

ARBITRO: Kuipers (Olanda).