Aveva lasciato Rio con l’amaro in bocca e gridando vendetta per un verdetto degli arbitri che gli tolse il gusto di giocarsi la medaglia d’oro in finale di lotta. Prese il bronzo promettendo che a Tokyo si sarebbe preso quel che gli spettava. E invece l’italo-cubano si è dovuto arrendere ancora in semifinale, sconfitto al...

Aveva lasciato Rio con l’amaro in bocca e gridando vendetta per un verdetto degli arbitri che gli tolse il gusto di giocarsi la medaglia d’oro in finale di lotta. Prese il bronzo promettendo che a Tokyo si sarebbe preso quel che gli spettava. E invece l’italo-cubano si è dovuto arrendere ancora in semifinale, sconfitto al bielorusso Kadzimahamedau con il punteggio di 7-9. Ma a cambiare rispetto a cinque anni fa è il tenore delle sue dichiarazioni, perché stavolta Chamizo non se l’è potuta prendere con nessun altro se non con se stesso: "Forse non ho lavorato abbastanza, forse non è per me…", ha detto sconsolato il lottatore azzurro. Nei turni precedenti, Chamizo aveva regolato prima il georgiano Kentchadze per 5-1, poi l’azero Bayramov 3-1. Nell’atto decisivo, la semifinale, si è dovuto arrendere alla forza del bielorusso. Oggi avrà la possibilità di giocarsi un’altra finale per il bronzo nei 74 kg, contro il vincente del ripescaggio (nella notte italiana) tra l’americano Dake ed il cubano Garzon Caballero. "Ma io non mollo - ha aggiunto con grande amarezza l’italo-cubano -. Non so spiegare cosa sta succedendo in questo momento, non me lo spiego". Nella semifinale, l’azzurro è partito forte, andando in vantaggio per 1-0 nella prima azione. L’avversario bielorusso ha subito risposto mettendo a segno due punti. All’inizio del secondo periodo, Kadzimahamedau è riuscito ad ottenere altri due punti con una tecnica di controllo e sul 4-1 il destino dell’azzurro è parso già delineato. Chamizo è riuscito ancora a portarsi sul 5-3 ma il distacco è rimasto di 2 punti per tutta la gara. Oggi la finalina, dove Chamizo avrà comunque la possibilità di non fare peggio di Rio.