Il ct Roberto Mancini ieri durante la rifinitura allo stadio Olimpico
Il ct Roberto Mancini ieri durante la rifinitura allo stadio Olimpico
di Paolo Franci Ieri, Roby Mancini si diceva convinto: "Spero di dormire stanotte, certamente sarà una notte diversa dalle altre e spero di arrivare più avanti a non dormire, magari fino al 10 luglio...". E cioè la notte prima degli esami, la finale di Wembley. Noi del Qs, lo avevamo appena stuzzicato il ct, su "certe notti", per dirlo alla ’Liga’, passate a non dormire perchè risucchiato dai dubbi di formazione. Stavolta però, di dubbi non ce ne sono, a meno che non esca qualcosa in mattinata e via con gli scongiuri. Il Mancio sa che per un mese (si spera) dovrà mettersi un intero Paese e 60 milioni...

di Paolo Franci

Ieri, Roby Mancini si diceva convinto: "Spero di dormire stanotte, certamente sarà una notte diversa dalle altre e spero di arrivare più avanti a non dormire, magari fino al 10 luglio...". E cioè la notte prima degli esami, la finale di Wembley. Noi del Qs, lo avevamo appena stuzzicato il ct, su "certe notti", per dirlo alla ’Liga’, passate a non dormire perchè risucchiato dai dubbi di formazione.

Stavolta però, di dubbi non ce ne sono, a meno che non esca qualcosa in mattinata e via con gli scongiuri. Il Mancio sa che per un mese (si spera) dovrà mettersi un intero Paese e 60 milioni di italiani sulle spalle. Onori e oneri da ct. Però è convinto dei suoi e dei mezzi di questa Nazionale, come quel capitano di bastimento che sa che ogni uomo è pronto a gettarsi in mare per lui, "Siamo una Nazione ammirata nel mondo per la capacità di essere creativi tra l’ingegno, talento e senso artistico, dobbiamo solo credere nei nostri valori..." è un mantra che ogni tanto ripete nelle chiacchierate tra Paese e Pallone, perennemento immerso tra azzurro e tricolore. E su questi valori ha fondato la sua Nazionale. Ha allevato l’ingegno, cresciuto il talento e sospinto il coraggio di provare a dominare il gioco e vincere sempre. E ora si ritrova una squadra a sua immagine e somiglianza che ha fatto tutto, ma non ha ancora fatto niente. Perchè poi, come ama ripetere: "Sulla carta puoi immaginare, pensare e credere che le cose possano andare in un certo modo. Poi però, si scende in campo e ci sono le partite...".

E lui se la vuole giocare alzando l’onda dell’entusiasmo, coinvolgendo gli italiani in una Hola virtuale che parta da quelli che all’Olimpico ci saranno, per poi rimbalzare in tutto il Paese. Per farlo, ieri, ha deciso di pubblicare sui social una lettera che è poi la sintesi del suo amore e rispetto nei confronti dell’essere italiano. E il suo pensiero si è fuso con quello di ognuno di noi: "Il 2020 doveva essere l’anno di una grande soddisfazione... È stato un anno in cui abbiamo cambiato le nostre abitudini, per alcuni sono stati mesi lontani dalle persone che amiamo, qualcuno purtroppo le persone che ama le ha perse...". Mancini prosegue: "Toccherà essere forti ancora per un po’. Lo sport in questi momenti è uno strumento essenziale delle nostre vite e può regalarci emozioni positive. Mai come ora ne abbiamo estremo bisogno...".

Quelle emozione, le vuole regalare lui all’Italia, con i suoi 26 fedelissimi, rappresentando: "Un popolo fantastico e determinato... sfrutteremo tutti i minuti di questa manifestazione per onorare il Paese. Saranno momenti di gioia che per un attimo ci faranno dimenticare dell’anno appena trascorso". Poi, la promessa che tocca i cuori e sventola come il tricolore: "Giocheremo consapevoli della forza della maglia azzurra e del popolo italiano. Onoreremo ogni minuto, scenderemo in campo con la spensieratezza di quando si è ragazzini e si comincia a giocare a calcio, ma anche con la responsabilità di chi rappresenta uno dei Paesi più forti e belli al mondo". Chapeau, Mancini.