11 apr 2022

Capolavoro Bastianini, leader dopo il rodeo

Enea trionfa in Texas e si riprende la vetta del Mondiale. Ducati sul podio anche con Miller, Marquez rimonta da fuoriclasse

marco galvani
Sport
Enea Bastianini, riminese di 24 anni, aveva vinto anche il Gp di esordio in Qatar: ora il pilota della Ducati Team Gresini guida in classifica a +5 su Rins (foto MotoGp.com)
Enea Bastianini, riminese di 24 anni, aveva vinto anche il Gp di esordio in Qatar: ora il pilota della Ducati Team Gresini guida in classifica a +5 su Rins (foto MotoGp.com)
Enea Bastianini, riminese di 24 anni, aveva vinto anche il Gp di esordio in Qatar: ora il pilota della Ducati Team Gresini guida in classifica a +5 su Rins (foto MotoGp.com)

di Marco Galvani

Il graffio della Bestia. Dopo il Qatar, ancora Enea Bastianini con la Ducati del team Gresini. Vittoria di cuore e di testa. Poi una Suzuki in stato di grazia con Alex Rins e la Ducati factory di Jack Miller. "E’ stata una giornata strepitosa – confessa Bastianini che ora torna leader del Mondiale –. La prima parte della gara è stata difficile, ho cercato di gestire le gomme, poi però a metà gara ho visto che la Suzuki si stava facendo pericolosa e ho capito che era arrivato il momento di spingere". L’inizio di tempi monstre. Un salto quantico che gli ha permesso di mettersi davanti: "Ho iniziato a spingere come una bestia, ho dato il 101% per cercare di dare uno strappetto".

Ha anche forzato e osato, "quando ero davanti ho commesso un paio di errori, ma sono riuscito a correggerli e poi a impostare un bel ritmo". Il segreto? "Sicuramente l’ingresso in curva e questo punto forte mi sta aiutando molto". Eppure "mi considero ancora un ex rookie, mi manca qualcosa per pensare al titolo". Ma ormai c’è la certezza che "possiamo essere competitivi un po’ ovunque". "E’ incredibile, sto tremando. Enea è grande", l’emozione di Nadia Gresini. Lo riconosce lo stesso Miller: "Ci ho provato, ma lui ne aveva di più – confessa –. Credo di aver fatto una bella gara, non mi rimprovero nulla". Non ha potuto resistere nemmeno a Rins che ha portato alla Suzuki il 500° podio con dedica "all’Ucraina e a tutte le persone che soffrono". A un niente dal podio il compagno di squadra Joan Mir davanti all’ufficiale Ducati Pecco Bagnaia.

Mentre Marquez ha fatto (ri)vedere il Marquez di sempre. Chiude 6°, ma dopo una rimonta indiavolata. Un capolavoro per mettere una pezza al disastro della partenza: un problema alla frizione, il motore che ‘affoga’ e lascia la Honda numero 93 impiantata sulla griglia. Sprofondato ultimo, giro dopo giro ha costruito una gara delle sue, sorpasso dopo sorpasso. Limita i danni e confeziona il miglior gp possibile il campione del mondo Fabio Quartararo su una Yamaha non ancora al top. Delusione per le Ducati Pramac del poleman Jorge Martin (8°) e Johann Zarco (9°). E domenica anonima anche per la Aprilia che a una settimana dalla storica vittoria in Argentina, al rodeo di Austin porta a casa un 10° posto con Maverick Vinales e l’11° di Aleix Espargarò. Fuori dai radar Franco Morbidelli (15° su Yamaha), Andrea Dovizioso (16° con la Yamaha) e Luca Marini (17° su Ducati). Ora la carovana torna in Europa: prossimo Gp fra due settimane a Portimao in Portogallo.

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