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23 mar 2022

Campioni in saldo, quanti regali ai rivali

Dybala come Donnarumma, Messi, Sergio Ramos e Neymar: anche i club più ricchi li lasciano andare perché costano troppo

23 mar 2022
doriano rabotti
Sport
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili
Da sinistra Lionel Messi, Gigio Donnarumma e Paulo Dybala, tre casi simili

di Doriano Rabotti

Forse sarà il caso di cominciare a cambiare prospettiva. Perché l’addio a parametro zero di Paulo Dybala dalla Juve non è il primo e non sarà l’ultimo, nemmeno tra i giocatori di fascia altissima.

L’anno scorso il Paris Saint-Germain calò un poker di parametri zero pazzeschi: oltre alla Pulce, anche per Donnarumma, Wijnaldum e Sergio Ramos non fu sborsato un euro alle società di provenienza. E per restare alla Signora, che una volta sui parametri zero acquistati al momento giusto costruiva i successi (do you remember Pogba?), anche la partenza di Cristiano Ronaldo è stata un bagno di sangue per chi ha venduto, dal punto di vista del bilancio, dove CR7 era iscritto ancora con un valore di 29 milioni di euro (solo tre anni prima era stato pagato 100 milioni). Da Manchester arriveranno 15 milioni che potrebbero diventare al massimo 23, ma pagabili in cinque esercizi. Della serie: un prezzo messo giusto per non fare andare via il portoghese proprio gratis. E considerando che le casse della Juventus non versano nelle stesse floride condizioni di qualche anno fa, è chiaro che la scelta oggi come un anno fa sia stata a lungo ponderata.

Perché a tutti sembra un azzardo, sapere che non arriverà nulla nelle casse dalla partenza di un giocatore potenzialmente fortissimo come Dybala, a maggior ragione se dovesse andare a rinforzare una rivale in Italia o in Europa (Inter e Barça sono in pole). Ma se aggiungiamo al quadro generale il comportamento del Milan solo qualche mese prima con Donnarumma e Calhanoglu, e adesso con Kessie, se ci mettiamo che il Barcellona non ha fatto una piega di fronte alla partenza di Messi per Parigi e lo stesso Psg ora non vede l’ora di liberarsi di Neymar, arriviamo a una conclusione che sembra paradossale. Ha senso privarsi di un campione o anche solo di un buon giocatore senza incassare nulla? Evidentemente sì.

E’ difficile pensare che siano tutti impazziti, anche se la gestione dei bilanci dei club al top non è sempre esemplare. anzi. Ma evidentemente chi gestisce certe società preferisce non mettersi in casa impegni di spesa futuri, in materia di ingaggi, talmente pesanti da condizionare l’intero bilancio. Ridurre il monte ingaggi (ma Zaniolo nel caso non verrà certo per qualche lupino) sta diventando una necessità per sopravvivere, anche ai massimi livelli. E forse è altrettanto necessario fare qualche azione come questa per smarcarsi dal condizionamento dei procuratori, che sicuramente dalla sentenza Bosman in poi sono diventati i padroni del giochino.

Vista così, la prospettiva forse cambia. Anche se in fondo finisce per perderci sempre il gioco. Perché una volta i campioni dai piedi buoni erano punti di forza, mai un peso insostenibile per le casse.

Si vede che è cambiato il mondo.

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