Sarri assieme a Iachini
Sarri assieme a Iachini

Torino, 7 febbraio 2020 - "Il Verona? Un avversario pericolosissimo". Maurizio Sarri è perfettamente consapevole della difficoltà del match che attende la sua Juventus, in campo domani sera al Bentegodi contro un Hellas reduce dal pareggio a Roma con la Lazio. "Sta facendo un grande stagione, è imbattuto da diverse partite e ha un allenatore di altissimo livello - il pensiero del tecnico bianconero, protagonista nella classica conferenza di vigilia - Credo che sia chiaro anche ai miei giocatori che sarà una gara complicata e che quindi l'approccio sarà buono. In avanti con tre calciatori che non danno punti di riferimento? Non lo escludo. Bisogna capire se privilegiare la soluzione di una punta che viene via e che probabilmente apre la difesa oppure quella con un centravanti che attacca la profondità". 

Ma da cosa dipenderà la scelta? Dalle caratteristiche degli avversari oppure dal momento di forma dei singoli interpreti? "La squadra è pronta a utilizzare un modulo in relazione ai giocatori che danno maggiori garanzie. Nel momento in cui Douglas Costa era out, era più difficile schierare il 4-3-3 perché c'erano pochi esterni, poi nel momento in cui a sensazione dello staff sarà più utile tornare al 4-3-1-2 lo faremo. Ci stiamo organizzando per entrambi". A prescindere dallo schema tattico, ci sono alcuni elementi a cui non si può rinunciare: uno su tutti Cristiano Ronaldo. "No, non l'ho visto a Sanremo ieri sera, per rilassarmi ho visto un film - scherza Sarri - Conoscendolo, sicuramente ha riposato le ore necessarie. Quindi oggi si presenterà in buonissime condizioni all'allenamento, come gli succede da quando non ha più fastidio al ginocchio".

Diverse invece le condizioni di Danilo e soprattutto di Chiellini. "Danilo sta finendo le cure, sta già lavorando un po’ in campo e mi auguro che la prossima settimana possa cominciare a fare qualche allenamento con noi. Chiellini? Siamo nei tempi previsti dopo l’intervento. Giorgio - continua Sarri - alterna lavori individuali e lavori collettivi. Per noi è già molto, averlo in gruppo in questo momento è tanta roba. Per quanto riguarda le gare ufficiali, bisogna pensare giorno per giorno e ascoltare quello che ci dice lui. Le sensazioni individuali in questo momento sono nettamente più importanti di quelle dei medici. Quello che conta è che clinicamente è guarito". 

Infine, una battuta sulla crescita di Rabiot. "In questo momento penso sia giusto dargli continuità, perché sta acquisendo fiducia, condizione fisica e mi lascia la sensazione di poter migliorare ancora. Però non ci possiamo scordare di Matuidi e delle sue caratteristiche, che sulla lunga distanza tornano utili".