Matias Vecino
Matias Vecino

Milano, 7 aprile 2020 – Matias Vecino è uno dei giocatori a cui i tifosi dell’Inter vogliono più bene. Mica è discriminazione, ma solo emozioni e sensazioni. Perché? Quel gol alla Lazio che valse il ritorno in Champions League, quello al Tottenham ‘la riprende Vecino!’, la garra charrua che contraddistingue gli uruguagi. Insomma, Vecino è un idolo del tifo nerazzurro.

Quel gol alla Lazio

Nel consueto appuntamento che l’Inter dedica ai tifosi mettendo a disposizione a turno un giocatore dalla rispettiva quarantena, Matias Vecino ha ripercorso questi suoi primi anni a Milano. Si parte ovviamente dall’Olimpico e da quella zuccata: “Quello fu un momento molto importante per noi – ha ammesso l’uruguagio – Arrivavo da un periodo difficile e quel gol ci fece chiudere la stagione con una vittoria fondamentale per tornare in Champions. Per l’adrenalina quella notte non ho dormito. La ricorderò sempre. Col Tottenham? Bellissimo anche lì, davanti ai nostri tifosi”. Proprio da questi suoi exploit è stato sdoganato il termine ‘garra charrua’ da Lele Adani, talent di Sky: “I charrua erano gli indiani che abitavano a Rio de la Plata e che si sono ribellati per non essere colonizzati – il racconto di Vecino – Hanno lottato e questo concetto di forza è stato traslato al calcio. Si tratta di un percorso spirituale che ti permette di lottare sempre”. E ora il futuro: “Spero di lasciare un segno all’Inter, ma so che per essere ricordato serve vincere trofei. Stiamo lavorando per riuscirci ed essere ricordati nella storia”.

Quarantena e famiglia

Ma questo è il momento della quarantena, del distanziamento sociale. I giocatori si allenano e devono occupare come possono il tempo libero: “Dobbiamo comportarci in maniera rigorosa per poter tornare alla normalità – ha affermato Vecino – Io passo il tempo in famiglia, mi alleno, giochiamo a carte o ping pong e guardo le serie tv. Ora sto guardando Vikins, è particolare ma mi piace”. E per un giocatore di corsa come lui la condizione fisica è importante: “Non ci sono solo gli allenamenti, serve attenzione anche nell’alimentazione e come tutti i calciatori ho alti e bassi di condizione. E’ chiaro che quando sto bene fisicamente rendo meglio essendo giocatore di gamba e corsa”. E’ anche giocatore di testa, di zuccate vincenti. I tifosi lo sanno bene.