Udinese-Milan, Becao (LaPresse)
Udinese-Milan, Becao (LaPresse)

Udine, 25 agosto 2019 – Comincia con una sconfitta l’avventura sulla panchina del Milan di Marco Giampaolo: alla Dacia Arena, infatti, vince con pieno merito l’Udinese, grazie ad colpo di testa vincente di Rodrigo Becão che al 72° ha messo a segno il punto del definitivo 1-0. Un successo che arriva al culmine di un match complessivamente avaro di emozioni in cui i rossoneri, pur avendo mostrato grande disciplina tattica, non sono riusciti a giocare con fluidità e velocità e di conseguenza a rendersi pericolosi (nonostante il 60% di possesso palla hanno chiuso a secco di tiri nello specchio). Dall’altra parte invece l’Udinese è stata bravissima a far valere una maggior freschezza e a colpire i rossoneri in quello che è stato probabilmente il loro miglior momento durante la gara.

Tudor opta per un 3-5-2 lasciando fuori un po’ a sorpresa Rodrigo De Paul e schierando Pussetto assieme a Lasagna in attacco. Giampaolo, all’esordio ufficiale in rossonero, si affida invece al collaudato 4-3-1-2 lasciando in panchina i nuovi arrivati e schierando Calhanoglu al posto dell’infortunato Biglia in regia, Borini (al posto di Kessié) e Paquetà sulle fasce di centrocampo e Suso dietro alle due punte Piatek e Castillejo. Dopo un avvio coraggioso e propositivo dei bianconeri che in un paio di occasioni, nei primi 20 minuti, provano a mettere in apprensione la difesa rossonera con il gioco sulle fasce, il Milan prende in mano il pallino del gioco e si getta con più convinzione sui palloni vaganti. Per vedere la prima, timida occasione di marca rossonera bisogna però attendere il 37° quando capitan Romagnoli, sugli sviluppi di un traversone, devia di tacco la palla ma non trova la porta per un soffio. Guizzo che stuzzica l’orgoglio dell’Udinese che al 43° su un disimpegno di testa di Donnarumma recupera palla con Lasagna che tenta senza fortuna un pallonetto dalla lunga distanza. Al 47° interviene invece il VAR per valutare un tocco di braccio di Castillejo che dopo un lungo consulto viene ritenuto fuori area. Episodio che allunga i tempi di recupero e sposta di un paio di minuti il duplice fischio di Pasqua che mette fine ad un primo tempo molto tattico e avaro di reali emozioni.

In avvio di secondo tempo il Milan prova subito a cambiare passo e ad alzare i giri del motore: al 46° ci prova con una punizione di Calhanoglu che si spegne sul fondo dopo aver attraversato tutta l’area bianconera. Non si fa attendere la replica dell’Udinese che al 50° va vicina all’1-0 con Fofana che costringe con un destro insidioso Donnarumma alla presa in due tempi. Il match sale così di colpi e al 51°, da posizione defilata, tocca a Borini tentare la conclusione che non trova però lo specchio della porta. L’Udinese incassa e reagisce riaffacciandosi poco più tardi dalle parti di Donnarumma con i tiri da fuori area di Fofana e Jajalo che però non impensieriscono più di tanto il numero 99 rossonero. A mezz’ora dal triplice fischio arriva anche il primo cambio della partita: Kessie sostituisce infatti uno stremato Borini. Con il passare dei minuti l’intensità e la freschezza dei padroni di casa cala leggermente, ma nonostante questo al 67° Lasagna arriva vicino al gol con un colpo di testa sugli sviluppi di un cross di Pussetto. E’ il preludio alla rete del vantaggio che arriva al 72° e porta la firma di Rodrigo Becão  (prima rete da professionista per lui), lesto a staccare di testa e a trafiggere Donnarumma di un corner battuto dal neoentrato De Paul. Giampaolo decide allora di gettare nella mischia i nuovi arrivati Leão e Bennacer, ma è sempre l’Udinese a rendersi pericolosa, questa volta con una girata in area di Lasagna, deviata in angolo da Donnarumma. A 10’ dalla fine interviene nuovamente il VAR su un tocco di braccio in area di Samir che, come accaduto nel primo tempo a parti invertite, non viene sanzionato con il penalty. L’episodio scuote i rossoneri che nei minuti finali, spinti da Suso, tentano il forcing alla ricerca dell’1-1. Gli assalti finali dei rossoneri non vengono però premiati perché i bianconeri riescono a difendere strenuamente il gol che vale i primi tre punti della stagione.