Okaka e Deulofeu esultano dopo un gol dell'Udinese (Ansa)
Okaka e Deulofeu esultano dopo un gol dell'Udinese (Ansa)

Udine, 27 febbraio 2021 - Mentre in Inghilterra gli stadi riapriranno - seppur parzialmente - dal 17 maggio al pubblico, in Italia ancora la questione non è di stretta attualità. Ma intanto c'è chi come l'Udinese si sta portando avanti. Come? Attraverso una tecnologia, che permetterà di rilevare se gli spettatori non manterranno la distanza di sicurezza all'interno dell'impianto. In occasione della sfida con la Fiorentina, in programma per domani alle 15, verrà effettuato un test che vedrà coinvolti circa 350 addetti ai lavori, che saranno dotati di un un badge, ideato dal Gruppo Be Shaping The Future, che segnala con una vibrazione e un'illuminazione, a chi lo indossa e agli steward, il mancato rispetto del distanziamento sociale permettendo anche il tracciamento dei contatti dentro allo stadio, nel pieno rispetto della privacy. 

"Tecnologia nel Dna dell'Udinese"

“L’innovazione tecnologica applicata al calcio è nel DNA dell’Udinese – sottolinea il vicepresidente bianconero, Stefano Campoccia – Qui da Udine, infatti, sono sempre partite sperimentazioni rivoluzionarie, come quelle della Goal Line Technology, propedeutica, poi, al Var e del riconoscimento facciale testato in occasione della finale degli Europei under 21 del 2019. Grazie alla grande visione di Gianpaolo Pozzo, Udine è sempre stata trampolino di lancio di innovazioni. Adesso, nell’ottica di una riapertura in totale sicurezza degli stadi che il mondo del calcio professionistico auspica il prima possibile, la Dacia Arena intende, con forza, confermare la propria ambizione a divenire punto di riferimento, a livello nazionale e internazionale, per la sperimentazione e lo sviluppo di strumenti innovativi utili ad una riapertura al pubblico nel prossimo futuro".

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