Da Buffon a Pirlo, tutti a casa
Da Buffon a Pirlo, tutti a casa

Roma, 18 giugno 2019 - Questa è una favola che racchiude due favole. Una dell’altro secolo, era il 1998. L’altra del nuovo millennio, ambientata nel 2006. Una favola piena di eroi, bandiere, gesta straordinarie e momenti scolpiti nella storia. Parigi e Berlino i luoghi di magia e lo stesso cielo blu scuro sopra gli stadi e la leggenda di uomini straordinari. Sì, straordinari. La Francia campione del mondo ’98, quella di Zidane, Henry, Pires, Deschamps, Desailly e Trezeguet. Eppoi la nostra, nel 2006. Vincere un Mondiale. Non c’è calciatore che non ti dica come sia la massima aspirazione. E la convinzione di tutti è che vincerlo sia la lampada di Aladdin. Una coppa che resta nella tua vita e basta sfregarla per esaudire ogni desiderio. Quando, però, cade un monumento come Totti nella sua Roma, città e club, capisci che questo non è mai stato vero. 
 
Certo è che quella Nazionale lì, immersa nella gloria e nella storia, non è che abbia riservato chissà quale destino altisonante ai giocatori una volta smesso col calcio. Per dire: chi gioca ancora come Buffon è disoccupato. Lo stesso per De Rossi, altro monumento divelto a Roma. C’è chi si barcamena da ben pagato commentatore tv, come Pirlo, Camoranesi, Del Piero. Chi ha scelto di giocare ancora come Zaccardo a San Marino e chi ha intrapreso la carriera dirigenziale come Simone Perrotta,v ice presidente del settore giovanile scolastico Figc; o Peruzzi dirigente della Lazio. Chi l’avrebbe scelta invece, come Totti, è stato costretto alle dimissioni. La lista dei disoccupati è invece lunghissima, tra dirigenti e allenatori, da Inzaghi, a Toni, Gattuso.

Diverso il pedigree dei francesi. Intanto Zidane. Ha vinto Champions a raffica con il Real e ora lì è tornato. Eppoi, vuoi mettere? Didier Deschamps è il tecnico della Nazionale campione del mondo. Laurent Blanc i ‘Bleus’ li ha guidati per due anni dopo aver allenato il Bordeaux e, poi, il prestigioso Psg. Se Frank Leboeuf oggi fa l’attore con discreto successo - il futuro che in molti prevedono per Totti - e Fabian Barthez corre la 24Ore di Le Mans, Patrick Vieira è l’allenatore del Nizza, mentre Thierry Henry, dopo essere stato vice ct nel Belgio, è finito sulla panchina del Monaco. Non andava giù a Totti, un ruolo da ambasciatore romanista - lo è però per l’Europeo 2020 - mentre è ciò che fa Robert Pires per l’Arsenal, più o meno il ruolo affidato alla Juve a Trezeguet: brand ambassador del nuovo marchio.