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Tavecchio: "Fallimento con la Svezia unico modo per rovesciarmi"

L'ex presidente della Figc torna a parlare: "Ho chiesto più volte di avere massimo cinque stranieri per squadra, ma non sono stato ascoltato"

di FRANCESCO BOCCHINI
Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2018 alle 18:03
Carlo Tavecchio

Milano, 10 settembre 2018 - A distanza di diversi mesi ormai dalla débâcle della Nazionale azzurra e dalle sue dimissioni dalla presidenza della Figc, Carlo Tavecchio torna a parlare di quanto successo, soffermandosi anche sulla nuova Italia di Roberto Mancini. "Io sono stato colpito dalla non qualificazione al Mondiale e mi sono dimesso. Sono convinto che a San Siro contro la Svezia ce ne fossero parecchi che speravano nell’eliminazione degli azzurri come unico modo per rovesciarmi - sottolinea Tavecchio a Radio Sportiva - La rosa della Nazionale parte dai titolari in Italia. In questo momento la situazione è confusa, ma Mancini è un ottimo allenatore. Non si può tornare a vincere dall’oggi al domani”.

Dalla Nazionale il discorso si sposta poi sulle istituzioni e in generale sul movimento calcistico italiano. “Ci è stato detto che il calcio italiano vive sui fondi Coni e questo è ridicolo. Vive per l’80% con mezzi propri e poi prende un contributo minimo federale. La Figc ha quattro squadre in Champions League, abbiamo portato il VAR come grande rivoluzione - ricorda Tavecchio - Seconde squadre? Va stabilita la forma giuridica: è un paradosso che la Juventus voti nell’Assemblea giuridica come tale e lo faccia anche in Lega Pro. Inoltre le regole erano poco chiare. Nel nostro calcio andavano fatte riforme in precedenza. Io ho chiesto più volte di avere massimo cinque stranieri per squadra, ma non sono stato ascoltato. Servivano 18 squadre in Serie A, 20 in Serie B e massimo 40 in Serie C”.

 

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