Gianni Petrucci (Ansa)
Gianni Petrucci (Ansa)

Roma, 19 aprile 2021 – La nascita nella notte della nuova Superlega di calcio che coinvolge 20 tra i più importanti club calcistici europei è stato un vero e proprio terremoto nel mondo dello sport e nella giornata di oggi sono tante le dichiarazioni che si sono susseguite da parte di personalità dello sport e della politica che non hanno risparmiato stoccate durissime ai club cosiddetti dissidenti. Interpellato dai microfoni di Sky Sport, sull’argomento è intervenuto anche Gianni Petrucci – oggi presidente della Federazione Pallacanestro ma anche ex numero uno del CONI e Commissario Straordinario della FIGC – che non ha nascosto il suo rammarico: “Questo modello di SuperLega mi preoccupa e mi rattrista, perché è contro la cultura sportiva. Sono però realista e sento tante dichiarazioni forti di anche capi di stato che parlano anche di esclusioni di giocatori dalle nazionali. Che facciamo? Non convochiamo i migliori? Tutti bravi a parlare ma io mi chiedo se le leggi lo permettano. Che si fa? Si ferma Agnelli nel calcio o Armani nel basket?”.

L’esempio del basket

Il numero uno della FIP ha poi portato come esempio la nascita di Euroleague nel basket: “Non ci sono leggi che possano impedire la nascita di una lega privata. Tutto questo è successo anche da noi nel mondo del basket. Le regole europee sono le stesse quindi di fatto è permesso. Quando sono tornato in FIP, Armani aveva appena firmato un contratto di dieci anni con Eurolega e non abbiamo potuto fermarli come avremmo voluto. Tutt’ora c’è in ballo una battaglia legale europea ma non sta portando a risultati concreti perché non ci sono leggi in grado di tutelarci”. Sui giocatori in nazionale: “Nel nostro caso siamo addirittura noi a dover chiedere all’NBA la concessione dei giocatori e a dover stipulare assicurazioni da oltre 400.000 euro per averli per un mese. Con gli organismi privati la filosofia è diversa”.

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