Roma, 20 aprile 2021 -  Il cambio in arrivo nel mondo del calcio europeo, con la nascita della Superlega a cui hanno aderito 12 club, continua ad agitare gli animi dei protagonisti. L'idea di un campionato dei big, assicura il segretario generale della Superlega Anas Laghrari, può concretizzarsi a breve, tra 5 mesi. Ma la Fifa si mette di mezzo, col presidente Gianni Infantino che si dice fortemente contrario a una Lega chiusa, mentre il presidente del Cio Thomas Bach parla di sistema sportivo europeo a rischio.

Guardiola contro la Superlega: "Non è più sport"

Di tutt'altro parere, ovviamente, il numero uno del Real Madrid Florentino Perez, che spiega l'iniziativa con l'esigenza di salvare il calcio e renderlo più attrattivo. Su tutti, Aleksander Ceferin, presidente dell'Uefa, che sottolinea che il calcio appartiene a tutti e avverte: siete in tempo a cambiare idea. E dopo le minacce di Fifa e Uefa arriva la prima vittoria in tribunale per la Super League.

Zoff: "Affari e denaro, fine del merito"

Tribunale Madrid diffida Uefa e Fifa

Primo successo legale della Super League: un tribunale di Madrid ha diffidato Uefa e Fifa da qualsiasi provvedimento sanzionatorio contro il lancio del nuovo torneo d'élite. Importante vittoria per 12 club fondatori perché il giudice impedisce così alle due istituzioni del calcio di imporre divieti o sanzioni a club o giocatori fino alla fine dell'esame della questione. Il testo: il tribunale ha "ordinato alla Fifa e alla Uefa di astenersi dall'adottare qualsiasi misura o azione o dal rilasciare qualsiasi dichiarazione o comunicato stampa che prevenga o ponga difficoltà, di natura diretta o indiretta modulo, al lancio della Super League di calcio".

Laghrari: pronti a partire tra 5 mesi

"La Super League può partire anche tra cinque mesi. Siamo pronti a sederci e parlare con la Uefa. Le loro minacce di esclusioni non sono comunque legali", attacca Anas Laghrari, segretario generale della Superlega, parlando del nuovo progetto a Le Parisien. "Non sarà una lega chiusa - assicura - un quarto delle squadre sarà rinnovata ogni anno. Vogliamo creare il miglior calcio, abbiamo il desiderio di organizzare una competizione che tutti vogliono vedere, che fa sognare la gente, i giovani per rinnovare un calcio che è entrato nella follia dei trasferimenti e dei soldi".

Non c'è più posto per il calcio romantico

Perez: i giocatori stiano tranquilli

In un'intervista-monologo sulla Superlega, Florentino Perez  dice la sua: "I giovani hanno perso interesse, il calcio deve evolversi: ci saranno più soldi per tutti", promette. "Il pallone deve adattarsi ai tempi - spiega il n.1 del Real - il pubblico diminuisce. E con la pandemia, siamo tutti rovinati. Abbiamo capito che dobbiamo cambiare qualcosa per rendere questo sport più attrattivo per tutti". Quanto alle minacce dell'Uefa dell'esclusione immediata dei club dalla Champions, Perez è sicuro: "I giocatori della Superlega stiano tranquilli, il divieto di giocare con le Nazionali non ci sarà. Né il Real, né il City verranno esclusi dalla Champions".
Poi il punto a difesa del progetto: "Non lo faccio per salvare il Real, ma per salvare il calcio. Questo sport è in un momento critico, quello che stiamo facendo è solo per il bene del pallone. Se noi generiamo profitti, ne beneficiano tutti, anche quelli che stanno più in basso". Florentino Perez, n.1 del Real Madrid e della neo nata Superlega, difende così il progetto a cui hanno aderito 12 club. "Il calcio deve evolversi e questo format ci garantirà molti più soldi - ha detto Perez in una lunga intervista a Chiringuito Tv -, la Champions ormai ha perso appeal". Poi l'attacco all'Uefa: "Ceferin non può insultare come ha fatto con Agnelli, è impresentabile".

Infantino: gli 'eletti' paghino le conseguenze

"Se alcuni 'eletti' scelgono di andare per la loro strada, devono pagare le conseguenze delle proprie scelte. Sono responsabili delle loro scelte. Concretamente vuol dire, siete dentro o siete fuori? Non si può stare a metà. Pensateci bene, tutti devono pensarci", è la posizione del presidente della Fifa Gianni Infantino. "C'è molto da buttare via per un gioco finanziario a breve termine di qualcuno. Le persone devono pensare davvero attentamente, devono assumersi la responsabilità".
E ancora: "Ieri abbiamo letto e ascoltato parole come guerra e crimini, parole terribili se associate allo sport che amiamo".

"La Fifa è qui per dare totale supporto al calcio europeo, all'Uefa, alle federazioni, alle leghe, alle squadre e a tutti i tifosi. Guardate al calcio europeo e al suo successo - le parole del presidente della Fifa -. Sono stato all'Uefa 16 anni, ho lavorato davvero duramente per difendere i principi e i valori che hanno portato il calcio europeo al successo. Il modello del calcio europeo, basato su un sistema aperto, promozioni, retrocessioni. Un modello che ha funzionato e che ho difeso a lungo".

image

Ceferin: siete in tempo a cambiare idea

"A questo punto, vorrei rivolgermi ai presidenti di alcuni club, inglesi principalmente: signori, avete fatto un grande errore. Qualcuno potrebbe dire che sia avarizia, ignoranza o altro, ma non importa, siete ancora in tempo per cambiare idea. Tutti commettono errori", ha detto il presidente dell'Uefa Aleksander Ceferin durante il discorso d'apertura del Congresso Uefa a Montreux. E ancora: "Il calcio non appartiene a nessuno. O meglio, appartiene a tutti, perché il calcio fa parte del nostro patrimonio. Rispetto per la storia. Rispetto per la tradizione. Rispetto per gli altri. Questo significa qualcosa".

Bach: gli interessi hanno preso il sopravvento

"La solidarietà sarà indispensabile per permettere al movimento sportivo di uscire dalla crisi pandemica. Ultimamente questo valore è stato messo in pericolo. Gli interessi personali hanno preso il sopravvento e ciò mette in pericolo tutto il sistema di organizzazione sportiva europea". È l'allarme lanciato dal presidente del Cio (Comitato olimpico internazionale), Thomas Bach, intervenuto in apertura del Congresso Uefa in corso a Montreux, alla luce dello strappo nel calcio con la nascita della Superlega. 

Boris Johnson: no a cartello, se serve faremo legge

Il premier britannico Boris Johnson insiste nella sua crociata contro la Superlega nel calcio, spalleggiato da quasi tutto il Regno Unito, e ammonisce "i club miliardari" protagonisti del progetto che il calcio non è solo "merce" e che esiste un legame fra le squadre, i tifosi, i territori. Per BoJo la Superlega è un'operazione "di cartello chiusa", che non rispetta lo sport. E il governo è pronto "se necessario" a fermarla con "una soluzione legislativa", pur auspicando che siano le società a correggere la rotta da sole.