Roma, 21 aprile 2021 - Naufraga il progetto della Superlega. Anche il Milan.si ritira dopo l'addio dell'Inter. "La voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, e il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all'opinione di chi ama questo meraviglioso sport", si legge nella nota apparsa sul sito ufficiale dei rossoneri che ha deciso di abbandonare il progetto della nuova lega dell'elite del calcio europeo. "Continueremo comunque a impegnarci attivamente per definire un modello sostenibile per il mondo del calcio".

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Prima di Sassuolo-Milan ha poi parlato il direttore dell'area tecnica Paolo Maldini: "Non sono mai stato coinvolto nelle discussioni che riguardavano la Superlega - ha detto la bandiera rossonera -. Si è deciso a un livello più alto rispetto al mio. Questo non mi esenta da prendere la responsabilità di scusarmi con i tifosi, e non solo di quelli del Milan, che si sono sentiti traditi dai valori fondamentali di questo sport e che noi abbiamo sempre rispettato".

Ma che il progetto della Superlega fosse definitivamente tramontato lo aveva sancito il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, dopo il dietrofront  di ieri sera dei sei club inglesi. Rispondendo all'agenzia Reuters, alla precisa domanda se il piano sarebbe rimasto in piedi dopo le uscite di Manchester City, Chelsea, Manchester United, Arsenal, Tottenham e Liverpool, il numero uno bianconero ha ammesso: "Ad essere sincero e onesto, no... evidentemente, non è il caso".

"Resto convinto della bellezza del progetto, ma lo ammetto, non penso che sia ancora attuale", ha detto ancora Agnelli, capofila della nuova iniziativa calcistica insieme a Florentino Perez del Real Madrid. Parole che hanno fatto crollare in Borsa il titolo della Juventus: -13,70%.

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Via anche l'Atletico Madrid

E, questa mattina, è arrivato anche il ritiro dell'Atletico Madrid. "Il Consiglio di amministrazione dell'Atletico de Madrid, riunitosi questo mercoledi' mattina, ha deciso di comunicare formalmente alla Super League e al resto dei club fondatori la propria decisione di non ufficializzare definitivamente la propria adesione al progetto - si legge sul sito del club spagnolo -. L'Atletico de Madrid ha deciso lunedi' scorso di aderire a questo progetto in risposta a circostanze che oggi non esistono più. Per il club è essenziale l'armonia tra tutti i gruppi che compongono la famiglia rojiblanca, soprattutto i nostri tifosi. La rosa della prima squadra e il suo allenatore hanno mostrato la loro soddisfazione per la decisione del club, consapevoli che i meriti sportivi devono prevalere su ogni altro criterio".

Il ritiro dei club inglesi e il flop

Si svuota così prima ancora di essere riempito il piatto da 3,5 miliardi di euro finanziato dalla banca di investimento statunitense JPMorgan che avrebbe dovuto essere distribuito tra i soci fondatori per compensare l'impatto della pandemia di coronavirus sui campionati.

Ad affossare il progetto è stata la dura reazione alla secessione con politici (da Boris Johnson a Mario Draghi) e autorità calcistiche che hanno minacciato di intraprendere un'azione legale contro la cosiddetta "sporca dozzina", cui sono state paventate esclusioni dalle competizioni nazionali e continentali. Il primo a fare dietrofront è stato il Mancester City, poi con una serie di tweet e comunicati a breve distanza gli uni dagli altri sono arrivati i riprensamenti di Manchester UnitedLiverpool, Arsenal e TottenhamUltimo a capitolare il Chelsea dopo che a placare la protesta dei tifosi a Londra era dovuto intervenire l'ex portiere ceco Petr Cech, oggi dirigente dei Blues.

E con gli annunci sono arrivate anche le scuse. A partire da quelle dal patron del Liverpool, John W. Henry, che ha le affidate a un video messaggio. "Abbiamo sbagliato", ha scritto invece il co-presidente del Manchester United, Joel Glazer, in una lettera ai tifosi. "Nel cercare di creare fondamenta più stabili per il gioco, non abbiamo mostrato abbastanza rispetto per le sue radicate tradizioni e per questo ci scusiamo", 

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Ue e Johnson

"Una vittoria del buon senso. Il calcio europeo non è per pochi privilegiati", ha scritto su Twitter il vice presidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas, a commento dell'epilogo della vicenda. Soddisfazione è stata espressa dal premier britannico Boris Johnson. "Accolgo con favore l'annuncio di ieri sera", ha scritto ha affermato l'inquilino di Downing Street riferendosi all'annuncio del passo indietro. Si tratta di un "buon esito per i tifosi, per i club e per tutti nel nostro Paese", ha aggiunto Johnson in un tweet. "Dobbiamo continuare a proteggere questo sport nazionale che ci è tanto caro", ha proseguito.