Tifosi del Boca Juniors
Tifosi del Boca Juniors

Madrid, 5 dicembre 2018 - Sarà una Madrid blindatissima quella che domenica ospiterà al Santiago Bernabeu il Superclasico fra River Plate e Boca Juniors, valevole per la finale di ritorno della Copa Libertadores 2018. Si parla di un dispiego di cinquemila unità di polizia per tenere a bada la situazione. D'altronde, sono ancora vive nella mente di tutti le terribili immagini di quanto successo fuori dal Monumental lo scorso 25 novembre, quando la partita venne rinviata a causa dell'agguato al pullman che trasportava Tevez e compagni da parte dei tifosi di casa. Le due squadre stanno arrivando in queste ore nella capitale spagnola e con loro anche i rispettivi sostenitori.

La passione argentina, come testimonia il bagno di folla che la gente del Boca ha riservato ai propri beniamini prima della partenza per Madrid, può essere travolgente in senso positivo. Ma purtroppo anche in senso negativo. Questo lato oscuro è rappresentato dai cosiddetti Barras Bravas, ossia il tifo organizzato che tiene in scacco il calcio argentino. Vere associazioni mafiose e criminali, capaci di tutto, come raccontato da Oscar Ruggeri, passato nel 1985 dal Boca Juniors al River Plate. Una decisione che le Barras Bravas hanno voluto fargli pagare caro. "Mi hanno bruciato la casa. Dentro c’erano i miei genitori. E quando è successa questa cosa sono andato a parlare con il capo dei Barras Bravas del Boca - ricorda Ruggeri a 'Onda Cero' - Era lui che controllava tutto e gli ho detto chiaramente che era l’ultima cosa che avrei sopportato".

Un episodio che ben dipinge la pericolosità di certi delinquenti. A Madrid ne sono consapevoli: ecco perché nulla sarà lasciato al caso, onde evitare nuove scene come quelle del Monumental.