Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport
Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport

Milano, 30 aprile 2020 - Si trattasse di una gara su due o quattro ruote, saremmo alle ultimissime curve, con un testa a testa serratissimo per decretare il vincitore. Ma, di vincitori, in questa situazione, non ce ne saranno, a prescindere da come andrà a finire. Il calcio italiano vive giorni decisivi per il proprio presente e il proprio futuro. Da una parte c'è il presidente della Figc, Gabrie Gravina, che non ha alcuna intenzione di firmare lo stop ai campionati. Dall'altra c'è il Governo, nella persona del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che una posizione netta come quella del numero uno della Federcalcio non l'ha presa, ma che in queste ore sta lasciando intendere come le possibilità di sospendere in via definitiva la stagione 2019/20 siano alte.

Bollettino della Protezione Civile del 30 aprile

Come evitare questo scenario? Innanzitutto attraverso un accordo fra il Comitato tecnico scientifico e la Figc riguardante il protocollo di sicurezza che le varie società dovrebbero attuare per ripartire con gli allenamenti di gruppo. "Il Comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo del calcio, non solo la Figc, per avere approfondimenti sul protocollo presentato - le parole di Spadafora a Mi manda Rai Tre - Se verrà trovata un'intesa tra il Comitato e la Federcalcio, gli allenamenti potranno riprendere e questo avrà un riflesso positivo anche sulla possibile ripartenza del campionato".

Altrimenti, il Governo decreterò la chiusura della stagione. "In questo caso, verrebbero create, nei limiti del possibile, le condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibile. Sappiamo di parlare di una grande impresa per il Paese, dunque ci assumeremo noi la responsabilità - sottolinea Spadafora - Bisogna lanciare un appello anche alla Serie A per finire qui polemiche e scontri, perché il calcio deve essere anche in questo momento un simbolo di leggerezza, passione e gioco".