Inter-Juve, CR7 e Antonio Conte (Ansa)
Inter-Juve, CR7 e Antonio Conte (Ansa)

Roma, 6 marzo 2020 - Una soluzione alle partite del campionato a porte chiuse, per colpa del coronavirus, potrebbe essere la trasmissione tv in chiaro dei match di Serie A. E' quanto ha chiesto il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora. Ieri pomeriggio il ministro ha inviato al presidente della Figc, Gabriele Gravina, e per conoscenza al presidente della Lega Calcio Seria A, Paolo Dal Pino, una lettera per chiedere di valutare le eventuali condizioni per trasmettere in chiaro le competizioni di Serie A almeno della prossima giornata di campionato. 

Il presidente della Figc ha già dato il suo sostegno all'invito del ministro, ma la Lega di Serie A è contraria.

L'intenzione di Spadafora è, in questo momento di forti disagi in cui è chiamata la popolazione, e in ottica di salvaguardia della salute, dare un segnale importante poter unire tutti gli appassionati garantendo una finestra di distensione in un momento di difficoltà collettiva. 

Lega di Serie A: Non si può

E Lega di A dice no a Spadafora: "Pur comprendendo e condividendo le finalità alla base della richiesta del Ministro Spadafora, volta, in un momento di massima emergenza per il Paese, a valutare la possibilità di consentire la libera fruizione televisiva del campionato di Serie A TIM, la Lega Serie A rileva che il quadro normativo vigente, e gli obblighi contrattuali già assunti, non consentono di potervi aderire". 

La Lettera di Spadafora

Nella lettera il ministro evidenzia l'importanza del mondo del calcio, in cui convergono forti passioni: "E' certamente tra i settori più esposti" alla situazione che si è determinata. "Superata la fase di primo confronto sulle soluzioni volte a fronteggiare al meglio l'emergenza ed essendosi chiarito, al netto di comprensibili diverse sensibilità, il quadro delle misure vigenti nelle prossime settimane, ritengo opportuno sottolineare la vocazione più autentica dello sport, e quindi del calcio, e cioè quella di unire e consentire a tutti di godere uno spettacolo emozionante, senza ansie, né paure. E' con questo spirito che Le chiedo, in questa delicata contingenza, di verificare se favorevoli condizioni, rispettose della normativa vigente e degli accordi in essere, possano eventualmente consentire la libera fruizione televisiva di imminenti competizioni calcistiche di cui si prevede la disputa a porte chiuse. Ciò costituirebbe, io credo, un bellissimo segnale verso tutti gli italiani, ma anche un modo per limitare i disagi associati alle misure di contenimento in essere e, addirittura, di cooperare attivamente al raggiungimento delle loro stesse finalità". 

Il ministro conclude confidando nell'azione di impulso e nella disponibilità di tutti gli attori coinvolti "a volersi confrontare e rendersi protagonisti di un grande messaggio all'Italia e all'Europa".