Gravina (ANSA)
Gravina (ANSA)

Roma, 27 luglio 2020 – La Serie A di calcio si appresta a chiudere con successo la stagione corrente ma oramai già tempo di pensare al prossimo campionato che, secondo quanto ipotizzato a giugno, dovrebbe iniziare a giugno. I nodi da sciogliere prima di poter far scattare il definitivo semaforo verde – come ha ammesso oggi a Radio Rai il presidente della FIGC, Gabriele Gravina – sono però ancora diversi: “Sono davvero molto preoccupato per la prossima stagione. Le squadre dovranno infatti iniziare presto i raduni e programmare la preparazione per la prossima stagione, ma siamo in grandissimo ritardo perché ancora non conosciamo le nuove regole da seguire e non sappiamo fino a quando sarà prorogato lo stato d’emergenza. Non è quindi sicuro che si possa ripartire il 12 settembre”.

Tra i punti da chiarire c’è insomma anche quello dei protocolli da seguire. Secondo Gravina, infatti, quello utilizzato in queste settimane risulta troppo impegnativo su più piani per squadre e atleti: “Il protocollo attuale è stato applicato in una situazione di grande emergenza, ma ritengo impossibile applicarlo fino al termine della prossima annata sportiva. Si è dovuto tener conto della situazione d’emergenza a cui ci ha portato l’epidemia e dobbiamo tenerne conto ma anche essere realisti. Portare avanti il discorso dei tamponi ogni quattro giorni è quasi una violenza nei confronti degli atleti. Servono alternative”.

Gravina ha infine espresso parere favorevole ai principi della riforma dello sport proposta dal Ministro Vincenzo Spadafora pur con qualche modifica da attuare: “L’ultima legge in merito risale al 1981 e quindi è arrivato il momento di rivederla. Si tratta di un qualcosa di molto importante. Rispetto a quanto proposto ci sono alcune criticità da rivedere come la vendita del titolo e l’abolizione del vincolo ma anche principi decisamente validi che andranno applicati con la giusta gradualità”.