C’È un piccolo-grande allenatore al comando e si chiama Maurizio Sarri. Se il Napoli batte la Juve è lui che vince la partita e la sua prima sfida personale con il calcio che conta. Contro i dubbi, la diffidenza, le critiche prevenute e la puzza sotto il naso del pallone ufficiale, in appena sei giornate di campionato Sarri, l’oscuro maestro toscano, è riuscito a dare un gioco, un volto e un’anima nuova e vincente al Napoli. Tanto per dirne una, a Sacchi ci sono voluti mesi per costruire il suo Milan, a Sarri molto meno anche per la disponibilità dei giocatori. Tanto per dirne una, ho visto Higuain segnare, correre e fare pressing con umiltà, segno nche crede nell’allenatore. Ha fatto un grande lavoro Sarri, in campo si è vista sola una squadra vera in grado di stare corta, giocare di prima in velocità, correre senza palla, fare pressing, dare fluidità e intensità alla manovra. La povera Juve di questi tempi non ci ha capito quasi nulla e anche la disperata reazione finale, poco lucida, non è servita a granchè. Per gli juventini è doloroso, ma se il calcio ha ancora dei punti fermi e non salta il banco, possono dire addio allo scudetto già a settembre. Enorme la distanza dalla vetta, tutte le grandi davanti. Il rinnovamento ha trasformato la Juve in una squadra con poca personalità, gli infortuni hanno condizionato il lavoro di Allegri che nelle difficoltà dimostra di non essere lucidissimo. Come si fa a tener fuori Morata e Cuadrado? Evidentemente anche l’allenatore ha già capito che lo scudetto è perduto prima di cominciare e si sta concentrando sull’unica cosa che può salvare la stagione: la Champions. E mercoledì c’è il Siviglia. Atteggiamento che non è da Juve, ma questa squadra giovane e inesperta con qualche acquisto fallito (Hernanes non corre più) e alcuni anziani con poca fame, non è vera Juve. Chi prenderà l’eredità dei bianconeri? Oggi il calendario e il destino servono un interessantissima sfida tra Inter-Fiorentina, una partita che, stranamente, vale il primo posto. Roba da non credere per due squadre molto rinnovate negli uomini e nel gioco . Quelli che fanno confusione tra i videogame e il gioco del calcio ce la menano che Inter e Fiorentina giocano male, più semplicemente giocano a modo loro, ma se è vero che il calcio è di tutti, forse non è pèr tutti. Per me ci sarà da divertirsi.

di Enzo Bucchioni

@enzobucchioni