Massimo Ferrero
Massimo Ferrero

Genova, 25 agosto 2019 - La cessione della Sampdoria al consorzio di investitori che fa capo a Gianluca Vialli si avvicina, ma serve l'ultimo sforzo per trovare l'accordo definitivo. Dopo il comunicato uscito giovedì scorso che ha confermato la trattativa in stato avanzato e nel quale le parti hanno annunciato di aver firmato una lettera d’intenti con cui si impegnano a confrontarsi in esclusiva per arrivare al closing entro la fine di settembre, Massimo Ferrero è tornato sull'argomento, a poche ore dall'esordio in campionato della formazione blucerchiata. 

"Non vedo l'ora che questa telenovela finisca perché, in un modo o nell'altro, se non siamo d'accordo sul prezzo questa operazione non si farà. Vorrà dire che i suoi investitori non amano la Sampdoria, oppure vogliono fare gli affari. Gli affari nel calcio non si fanno mai. Sarei molto felice se Vialli decidesse di parlare con gli investitori al suo fianco per dare il giusto valore alla Samp. Valore che non ho mai aumentato, anzi, l'ho diminuito considerando il nome di Vialli e gli insulti che ho preso dai tifosi. Se i tifosi mi insultano vuol dire che mi vogliono bene. Però dico loro di avere un po' di decoro e amor proprio".

Lo sfogo di Ferrero prosegue. "Mi è dispiaciuto essere insultato davanti a un bambino di sei anni. Quello non è sport, non è passione, non è il tifoso della Sampdoria. Il tifoso tifa, se avessi sbagliato qualcosa sul campo avrebbero tutte le ragioni. La squadra ha fatto sempre bene, abbiamo vinto nove derby. Ben venga Vialli, ma quel comunicato non ha alcuna validità. Ci dobbiamo incontrare e dobbiamo mettere a posto il valore della Sampdoria. Se non c'è quel valore, i tifosi possono anche insultarmi".