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13 gen 2022

Ronaldo: "Non voglio stare al Manchester per giocare per il settimo posto"

Il lusitano lancia un chiaro messaggio a tutto l'ambiente: "Non accetto che nella nostra mentalità non ci sia l'obiettivo di essere nelle prime tre di Premier League"

13 gen 2022
francesco bocchini
Sport
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Milano, 13 gennaio 2022 - "Non voglio stare qui per giocarmi il quinto, sesto o settimo posto. Sono qui per provare a vincere, per competere. Non accetto che nella nostra mentalità non ci sia l'obiettivo di essere nelle prime tre di Premier League. Credo che per costruire belle cose, a volte serva distruggerne altre. Quindi, magari anno nuovo e vita nuova: spero che il Manchester United possa essere al livello che i tifosi vogliono". Cristiano Ronaldo non accetta la mediocrità. Questo ormai è un dato appurato, visto quanto combinato in carriera da CR7, la sua continua fame di successi e la sua maniacalità nel lavoro. Ecco perché non accetta di giocare in una squadra - peraltro con la storia del Manchester United - che occupa la settima posizione in campionato. "Ciò che posso dire è che tutti noi possiamo fare meglio. Il Manchester United è grande: dobbiamo cambiare e capire questo. Siamo competitivi, sì, ma non al nostro top".

Capitolo Rangnick

Chiaro il messaggio lanciato dall'ex Juventus a tutto l'ambiente. Ambiente che nei mesi scorsi ha accolto l'arrivo di Ralf Rangnick come nuovo allenatore. "Da quando è arrivato qualche settimana fa, ha già cambiato molte cose e ci siamo già migliorati su certi aspetti. Ma ha bisogno di tempo per far entrare nella testa dei suoi giocatori le sue idee: non è facile cambiare la mentalità dei giocatori, il modo con cui giocano, la loro cultura, il modulo - sottolinea Ronaldo ai microfoni di Sky Sports Uk - Ci vuole tempo, ma sono sicuro che farà un buon lavoro. Sappiamo che non stiamo giocando un grande calcio, ma ci sono tante partite per migliorare. Il fatto di avere un allenatore ad interim però penso possa incidere sull'attitudine di alcuni giocatori, che sanno che chi gli dà istruzioni non sarà al comando per molto tempo. Un allenatore deve sentirsi sicuro nella sua posizione: se sa di restare solo per quattro mesi non è posto in una situazione ideale per chiedere autorità e rispetto ai suoi giocatori". 

Ipotesi Brasile 

A proposito di futuro, il cinque volte Pallone d'Oro non esclude di trasferirsi un giorno in Brasile. "Quello che posso dire con assoluta certezza è che si tratta di un Paese 'fratello'. Per il rapporto che ho con i miei colleghi, per la cultura, per i tanti brasiliani che vivono in Portogallo. Mia sorella vive in Brasile, è sposata con un brasiliano - afferma a Espn Brasil - Seguo i miei corsi di nutrizione con i brasiliani. È un Paese che adoro, ma nessuno sa se ci giocherò, come nessuno poteva pensare che sarei tornato a Manchester a 36 anni. Adesso è lontano dai miei pensieri. Ma nel calcio tutto è possibile, non lo so". 

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