Torino, 19 maggio 2020 - Il ritorno del re. Non a cavallo, ma sui cavalli di un Suv. Dopo 72 giorni lontano, Cristiano Ronaldo ha rimesso i piedi nel mondo Juventus. Dalla vigilia della sfida con l'Inter a oggi: in mezzo l'odissea del Coronavirus, il buen retiro a Madeira, il rientro in Italia lo scorso 4 maggio e la quarantena obbligatoria consumata nella sua villa torinese. Messo un punto sul lockdown e in attesa di togliere il punto interrogativo dalla parola campionato, CR7 torna alla normalità del campo. Normalità da virgolettare, chiaro, visto che il calcio è in attesa del via libera del Comitato Tecnico Scientifico per gli allenamenti di squadra

Arrivato alle 9.21 e ripartito poco prima delle 12.30, il suo ritorno in 'ufficio' è durato tre ore. Dopo i test fisici di rito, Cristiano si è messo agli ordini di Maurizio Sarri per una seduta divisa in piccoli gruppi sotto l'imperativo del distanziamento. Durante questi due mesi abbondanti di stand-by, il portoghese non ha mai smesso di allenarsi, documentando fatiche e muscoli su Instagram. La carica, quindi, è rimasta uguale, la tensione sempre con un voltaggio altissimo: perché se si giocherà, lui dovrà essere al top. E il sorriso con cui ha salutato cronisti e fotografi all'uscita dalla Continassa è un timbro di garanzia.

Il punto sui rientri

Ritrovato Ronaldo (in principio fu Pjanic), Sarri riabbraccerà entro questo weekend anche gli altri stranieri che stanno finendo il loro isolamento post-rientro: De Ligt, Szczesny, Khedira, Matuidi, Danilo, Douglas Costa e Alex Sandro. Tempi più lunghi per Rabiot e Higuain, ultimi a rientrare accolti dai rumors e dallo scetticismo della tifoseria: per entrambi il ritorno è previsto nell'ultima settimana di maggio.