Javier Pastore, 29 anni
Javier Pastore, 29 anni
Roma, 10 ottobre 2018 - La sosta ha interrotto un momento molto brillante dei giallorossi, tra i quali spicca qualche scontento che invece potrà sfruttare la pausa per conquistare Eusebio Di Francesco.

IL RE DEL TACCO E IL FIGLIO D'ARTE - Il primo pensiero corre subito a Javier Pastore, sbarcato in estate tra gli entusiasmi generali della piazza e poi scivolato sempre più indietro nelle gerarchie, anche per merito dell'exploit di Lorenzo Pellegrini, che di colpo si è scoperto un eccellente trequartista. Come se non bastasse, l'argentino sta patendo ancora i soliti problemi al polpaccio che di fatto ne hanno rallentato la carriera negli ultimi anni: se a ciò si somma qualche prestazione opaca, allora si capiscono le recenti panchine dell'ex Paris Saint-Germain, tacciato di essere un giocatore sì talentuoso (come testimoniato dalle due prodezze di tacco) ma dal passo troppo compassato. Non che l'incertezza tecnica vissuta dalla Roma fino alla trasferta di Bologna abbia aiutato Pastore, che però nella soluzione definitiva chiamata 4-2-3-1 sembra aver trovato finalmente il suo habitat dopo le prove deludenti nelle vesti di esterno e mezzala. Il nuovo modulo potrebbe penalizzare Justin Kluivert, il figlio d'arte dai piedi magici ma dalla testa forse ancora immatura: a parlare per l'olandese sono gli appena 223' giocati in stagione, con solo un'apparizione da titolare.

GLI OGGETTI MISTERIOSI - Si resta in attacco per la nota più stonata in casa Roma: Patrik Schick, mister 38 milioni più bonus, ovvero l'acquisto più costoso della storia giallorossa. Forse proprio questa etichetta - a cui si somma la presenza ingombrante di Edin Dzeko - ha affossato il ceco, a secco da fine aprile. Il discorso economico si allarga a Bryan Cristante, l'italiano (con passaporto canadese) più pagato di sempre dalla Roma grazie ai 30 milioni versati nelle casse dell' Atalanta: a Bergamo il classe '95 era un eccellente trequartista con il vizio del gol, nella Capitale finora ha raccolto fischi da mezzala e qualche timido applauso da mediano. Un po' il percorso inverso di Pellegrini, insomma. Poi c'è l'eterno oggetto misterioso Rick Karsdorp, frenato prima da una serie di gravi infortuni e poi da qualche tribuna di troppo per motivi disciplinari, giocando appena 98'. Va peggio al gioiellino Ante Coric, ancora fermo a zero nonostante i 7 milioni investiti in estate dalla Roma: i paragoni con illustri connazionali - da Modric, passando per Boban - sembrano aver fatto male al croato.

GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO