Roma, 24 giugno 2018 - Il rinnovo fino al 2021 firmato appena la scorsa estate sembrava aprire a una lunga permanenza di Radja Nainggolan all'ombra del Colosseo, magari con l'intenzione prima o poi di ereditare i gradi di capitano di Daniele De Rossi. Invece, in nome del tanto citato Fair Play Finanziario, oggi è l'ultimo giorno del Ninja con la casacca giallorossa.

LO SFOGO A TRIGORIA - E' previsto infatti per stasera l'arrivo del belga a Milano, dove comincerà ufficialmente la nuova avventura di un giocatore controverso in ogni frangente. Compreso nell'addio dalla Roma: pare infatti che l'atto conclusivo di Nainggolan a Trigoria martedì scorso sia stato piuttosto turbolento, con tanto di lungo sfogo con il team manager Morgan De Sanctis e mancato saluto al resto della dirigenza giallorossa. Un indizio ulteriore - se mai ce ne fosse bisogno - del fatto che, per una volta nel calcio, non è stato il giocatore a puntare i piedi per andare via. Anzi. Questo aspetto non è sfuggito ai tifosi, che proprio in queste ore sui social stanno attaccando pesantemente la società di James Pallotta per aver sacrificato in nome del Fair Play Finanziario un ragazzo molto attaccato alla maglia, come si suol dire. Saranno infatti ben 32 i milioni di plusvalenza garantiti dalla cessione del belga, che chiude così 4 anni molto intensi alla Roma.

TANTI ECCESSI - Parola ai numeri: 203 presenze in giallorosso, condite da 33 reti, 29 assist e tutte quelle caratteristiche che tanto fanno impazzire i tifosi, su tutti la voglia di faticare senza mai tirare indietro la gamba. Forse anche troppo, come testimoniano le 95 ammonizioni totali in carriera. E fossero solo questi gli eccessi di Nainggolan, spesso pizzicato in atteggiamenti poco professionali fuori dal rettangolo di gioco. La memoria corre ovviamente agli eccessi di Capodanno, con conseguente pugno duro della Roma: 200mila euro di multa ed esclusione dal seguente match contro l'Atalanta, che avrebbe poi visto i giallorossi uscire sconfitti tra i fischi dell'Olimpico. Il punto più basso della banda Di Francesco nella scorsa stagione, con conseguente allontanamento definitivo del treno composto da Juventus e Napoli e, soprattutto, il punto più basso della lunga avventura di Nainggolan nella Capitale. Un'avventura arrivata ai titoli di coda tra tanti mugugni generali che neanche l'imminente acquisto di Javier Pastore - in arrivo domani a Roma - riuscirà a placare. A meno che il Flaco non torni quello di qualche stagione fa.