Monchi e Pallotta (La Presse)
Monchi e Pallotta (La Presse)

Roma, 18 marzo 2019. È una stagione da dimenticare quella di quest’anno per la Roma. Il Monchi, dopo due anni da direttore sportivo della Roma, è tornato al Siviglia, la sua casa e la squadra che gli ha permesso di costruire la sua carriera e conquistare nove coppe. Dopo due anni di Roma fra alti e bassi, lo spagnolo ritrova la squadra che lo ha portato ai vertici europei e dove ha conquistato nove titoli. “A Roma sono cresciuto tantissimo a livello professionale, è una squadra che porterò sempre nel mio cuore” – ha detto Monchi nel corso della conferenza stampa di presentazione - "Non mi pento dei due anni passati lì, firmerei di nuovo. Spero che i frutti del mio lavoro si vedano anche in futuro. Sono convinto che qualcosa si debba cambiare, ma è lo stesso che ho dovuto affrontare io. La Roma ha dei professionisti a livello dirigenziale come Fienga, Baldissoni, Calvo, Massara, Totti e Balzaretti. Persone capaci. E anche una tifoseria e un peso che fanno sì sia difficile fermarsi”. L’ex DS giallorosso non va per il sottile quando gli chiedono perché abbia deciso di abbandonare la Capitale a stagione in corso. “La ragione è semplice: abbiamo capito che l’idea della proprietà era diversa rispetto alla mia” – ha detto Monchi tirando in ballo il Presidente Pallotta – “Il presidente pensava che fosse andare meglio a destra, io a sinistra. Continuare così non era giusto. Abbiamo capito che le strade erano diverse e abbiamo deciso di fermarci”. A distanza gli risponde Pallotta che ricorda come il Ds spagnolo abbia sempre avuto pieni poteri sulla sua squadra. “Gli ho dato il pieno controllo. Guardando i risultati e le nostre prestazioni, è chiaro che questo non abbia funzionato” – fa sapere Pallotta direttamente dal sito dell’AS Roma. Il presidente americano rimprovera a Monchi di non aver predisposto per tempo un “Piano B” con cui recuperare una stagione che rischia di non regalare alcuna gioia. “A novembre gli chiesi un piano B da attuare nel caso in cui le cose fossero ulteriormente peggiorate. Non ce l’aveva. Quando sostiene che la proprietà stesse intraprendendo una direzione diversa dalla sua e che questo è il motivo per cui se n’è andato, mi chiedo: cosa avrebbe voluto fare Monchi di differente?” – continua il numero uno giallorosso – “Mi ha chiesto di fidarsi di lui e di lasciarlo fare a modo suo. Gli abbiamo dato il pieno controllo e ora abbiamo più infortuni di quanti ne abbiamo mai avuti e rischiamo di non riuscire a finire tra le prime tre per la prima volta dal 2014”.