Mexes ha vestito la maglia della Roma dal 2004 al 2011
Mexes ha vestito la maglia della Roma dal 2004 al 2011

Roma, 14 aprile 2020- Sette anni trascorsi nella Roma e un ricordo che resta vivo più che mai: anche Philippe Mexes ha preso parte alle interviste social del club giallorosso rispondendo ad alcune domande in diretta sul profilo Instagram ufficiale della società.

Il francese si lascia andare subito portando alla mente il suo periodo nella capitale: "Mi manca tanto la Roma e stare là. L’Olimpico mi è rimasto nel cuore, la maglia i tifosi. Nonostante non avessimo grandi fenomeni, a parte Totti, siamo riusciti a fare delle belle cose. Avevamo un grande spirito. Nonostante tutto abbiamo sorpreso tante squadre e anche i nostri tifosi che non si aspettavano grandi cose. Invece abbiamo fatto belle partite". Tanti sono i momenti belli trascorsi con la Roma, ma il francese non ha nessun dubbio su quale sia il suo preferito: "A Trigoria era come stare a casa. Giocavamo a carte o alla Playstation. Facevamo tutti casino, stavamo bene. La vittoria a Madrid invece è il ricordo di campo più bello. Il ritorno a Roma è stato assurdo, sembrava di aver vinto la Champions. Ci accontentavamo di poco e si stava bene".

Ma Mexes porta alla mente anche ricordi difficili, come le lacrime dopo Roma-Sampdoria: "Un ricordo bruttissimo. Ero in panchina e mi sentivo impotente. Ci credevamo tanto. Anche pareggiando quella partita il titolo sarebbe stato nostro. Resterà un rimpianto. E’ stato bravo Pazzini e un po’ stupidi noi". Va meglio invece quando si parla di derby e del suo gol contro la Lazio: "Mi sentivo romano e romanista. Volevo ripagare la gente per il cartellino rosso che avevo preso e ci sono riuscito".

Ultimamente però la vita di Mexes si è allontanata dal mondo del calcio: "A Roma quando sono arrivato c’era ancora Sensi. E’ stato un periodo bellissimo. Il presidente, durante un derby che stavamo perdendo, entrò in spogliatoio a fine primo tempo col suo bastone, e sbattendolo ci disse “ma non vi vergognate?”. Mi resterà a vita questo, non lo scorderò. Oggi il calcio è cambiato e non mi piace. Ho preferito smettere piuttosto che andare a giocare in Cina o in America per soldi".