Gianluca Mancini durante la partita contro la Juventus
Gianluca Mancini durante la partita contro la Juventus

Roma, 3 aprile 2020- Se il Coronavirus potrebbe bloccare il calcio ancora per qualche mese, ci pensano le dirette su Instagram a riaccendere i contatti tra i calciatori e i loro tifosi. Come altri suoi colleghi della Roma, anche Gianluca Mancini ha risposto alle tante domande arrivate direttamente sul profilo ufficiale della squadra.

Ovviamente la curiosità più grande è capire come si stanno comportando i giallorossi in questo periodo senza gli allenamenti: "La Roma sta facendo la sua parte per aiutare in questo periodo. Ci aggiorniamo spesso tra noi e con la società. Sono orgoglioso della Roma, sta prendendo tutto il mondo e sapere che la nostra società non rimane a guardare, ma aiuta le persone che hanno bisogno, aiuta lo Spallanzani, mi rende davvero orgoglioso farne parte". Ma tenersi in contatto non basta per sopperire alla mancanza del calcio: "A noi manca tanto. Lavorare in palestra e allenarci è la quotidianità. Non siamo abituati a stare a casa, in giardino do due calci al pallone, ma non è come stare a Trigoria e lavorare insieme. Qui scopriamo cose nuove, come stare in famiglia. Mia moglie non è abituata a vedermi 24 ore al giorno. Ci dividiamo un po’ durante il giorno (ride, ndr)".

Mancini poi si lascia andare ai ricordi, come per esempio quello che riguarda la sua partita d'esordio: "Sono partito dalla panchina, ma ero molto emozionato. All’Olimpico ci avevo già giocato, ma con la maglietta della Roma è un’altra cosa. Quando sono entrato in campo eravamo in vantaggio di poco e dovevo concentrarmi". Oppure il passaggio dalla Primavera alla prima squadra, un momento importante nella vita di ogni calciatore: "In Primavera giochi contro quelli della tua età. In Serie A sono uomini e tu sei ragazzino. E’ un salto grande, devi seguire i più vecchi e capire cosa fanno e stare attento su tutto. Non si smette mai di crescere, ma con determinazione diventa sempre più facile".

Non sono mancate anche alcune curiosità, come l'avversario più temuto: "Avrei detto Dzeko. Dico Mertens e Higuain, contro di loro ci penso tanto a come prenderli. Li studio tanto e sono andato in difficoltà con loro. Quest’anno ho giocato anche contro Lautaro, è forte ed è meglio sfidarlo solamente due volte in stagione (ride, ndr)". E tra il racconto della sua nuova quotidianità, una parentesi sui videogiochi preferiti e i piatti romani a cui non può rinunciare ("cacio e pepe e carbonara, ma li mangio quando mi alleno e posso bruciare"), Mancini si sofferma anche sull'amicizia con Spinazzola spiegando come è nata: "A Perugia. In ritiro conosci nuovi compagni ed abbiamo legato. Le nostre mogli sono diventate amiche e diventa tutto più facile. Ci siamo ritrovati a Bergamo e poi alla Roma. Il legame va oltre a quello sportivo".