Dzeko in campo con la Roma
Dzeko in campo con la Roma

Roma, 1 maggio 2020- Questa volta è il capitano ad assecondare i tifosi: anche Edin Dzeko ha risposto alle domande dei tanti followers del profilo Instagram ufficiale della Roma, raccontando tanti retroscena della sua carriera e qualche aneddoto della sua infanzia, come la sciarpa giallorossa acquistata quando era poco più che un bambino: "Eravamo da un torneo a Ferrara, circa 18 anni fa, ero piccolo. Siamo venuti in Italia per giocare un torneo e mi ricordo che uscivamo fuori, siamo andati a comprare le maglie, sciarpe. Ho comprato una sciarpa della Roma che mi ero dimenticato e dopo tanti anni vedi la foto, sicuramente sono ancora più orgoglioso di essere qui alla Roma".

La Roma è sempre stata nel suo destino, ma la vita dell'attaccante non è stata sempre facile: "Ho fatto una strada difficile come tutti quelli che vengono dalla Bosnia, dalla guerra. Non era facile uscirne e siamo usciti tutti forti. Sono contentissimo che la gente in Bosnia mi vede come un simbolo, come qualcuno che ha dato qualcosa per la Bosnia. Sono orgoglioso di tutto questo, vuol dire che la sto rappresentando in maniera giusta e importante". La determinazione ha aiutato Dzeko a realizzare il suo sogno e a indossare la fascia da capitano: "È un orgoglio per me essere il capitano. Dopo tanti capitani importanti, romani, Totti, De Rossi e Florenzi essere capitano della Roma, non romano, è un orgoglio in più. Significa che ho fatto qualcosa di buono e spero che da capitano della Roma posso continuare così e far felici i nostri tifosi".

Non sono mancate anche curiosità sulla sua vita da calciatore, come ad esempio le tre partite più belle giocate con i giallorossi: "Barcellona in casa, poi dobbiamo vedere la competizione, la squadra, dico Chelsea fuori casa 3-3. Ovviamente la devi vincere per essere bella. Se la devo dire io dovevo far bene, fare gol. Se la squadra ha vinto una partita importante non devo aver per forza segnato. C’è anche il Villarreal dove ho fatto tripletta, ma ce ne sono di più belle". Oppure il difensore più forte mai affrontato: "Ce ne sono tanti forti. Anche nel calcio italiano come Chiellini, Skriniar, Koulibaly e anche Acerbi che la Lazio ha pagato molto poco. Se ne devo dire uno è Chiellini che rompe sempre (ride, ndr)".

Per concludere, Dzeko espone il suo pensiero sulla ripresa degli allenamenti, un tema molto caldo in questi giorni in casa Roma: "Qualche settimana fa ho detto che noi vogliamo tornare a giocare, in sicurezza. In questo momento, sugli allenamenti penso sia assurdo che possa essere più sicuro allenarci in un parco piuttosto che a Trigoria. La Roma ha fatto tante cose importanti in questi ultimi mesi, non solo per i calciatori, sicuramente Trigoria sarà messa in sicurezza per poter tornare ad allenarci. Spero che tra poco potremo farlo, si sono dette tante cose su noi calciatori… il calcio non significa solo soldi o calciatori, c’è tanta gente intorno al calcio: sono professionista da tanti anni, ci sono tante persone che lavorano intorno a noi e che in questo momento rischiano di perdere il lavoro. Tante aziende collaborano allo stadio anche. Ho letto tante interviste di giocatori, come Acerbi e Immobile, e sono d’accordo con loro".