Lorenzo Pellegrini, 22 anni
Lorenzo Pellegrini, 22 anni
Roma, 30 settembre 2018 - Il giorno dopo il grande trionfo nel derby, nella Capitale sponda giallorossa c'è voglia di tenere i piedi saldi per terra e non cantare ancora vittoria sulla guarigione di una Roma che vince ma non convince.

L'EROE A SORPRESA - Sarà che la bella manovra corale firmata Eusebio Di Francesco resta una chimera o che la difesa balla decisamente troppo per proclamare la fine ufficiale della crisi. O semplicemente che De Rossi e compagni una veste tattica definitiva non l'hanno mica trovata: ieri l'allenatore abruzzese ha riproposto (con buon profitto) il 4-2-3-1 che aveva già dato ottime risposte mercoledì contro la Cenerentola Frosinone. Le sorprese sono arrivate però leggendo i nomi dei protagonisti, con Under in panchina e Santon invece dal 1'. Nei piani di Di Francesco il fulcro dell'azione dei giallorossi doveva essere Pastore grazie alle sue proverbiali verticalizzazioni, ma l'infortunio dell'argentino a 10' dal termine del primo tempo ha stravolto tutto. E non è detto che questo sia stato un male per la Roma, che scopre il fattore Lorenzo Pellegrini: il classe '96 finisce per diventare a sorpresa l'uomo derby, aprendo le marcature con un pregevole tacco - ormai una costante all' Olimpico - e propiziando poi sia la punizione vincente di Kolarov (che aveva vanificato il momentaneo pareggio di Immobile) che l'incornata finale di Fazio. Niente male per un giocatore che quest'estate è stato a un passo dal lasciare la Capitale.

DA PARTENTE A PUNTO FERMO - A spingere verso l'addio il classe '96 sia le sirene di tante squadre (su tutte, la Juventus) che lo spettro di vivere un'altra stagione da comprimario nonostante le cessioni di Nainggolan e Strootman. I timori di Pellegrini non erano poi così infondati, visto l'acquisto del finora deludente Nzonzi, riproposto a più riprese nei vari moduli adoperati da Di Francesco. Proprio l'allenatore giallorosso ieri ha stupito tutti quando ha inserito l'ex Sassuolo in luogo di Pastore, trasformando un giocatore sulla carta dalle caratteristiche difensive in trequartista. L'esito è sotto gli occhi di tutti, ma adesso per Pellegrini e per la Roma arriva la parte più difficile: andare a caccia di una propria identità per non vanificare il bel pomeriggio del derby, che notoriamente fa storia a sé. A Di Francesco il compito di trovare finalmente una veste tattica fissa alla sua squadra, a Pellegrini quello di imporsi nell'undici titolare, ora che ha dimostrato delle insospettabili doti offensive.

GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO