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27 mag 2022

Nazionale, Mancini: "Dobbiamo ripartire. In Nations League il girone più difficile"

Le parole del commissario tecnico azzurro in vista dell'amichevole con l'Argentina e le prime gare di Nations League

27 mag 2022
francesco bocchini
Sport
Il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini
Il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini
Il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini
Il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini

Firenze, 27 maggio 2022 - "Io vedo che la gente ha ancora in mente l'Europeo, quindi la maggior parte delle persone che ho incontrato mi ha confortato. Quello ha mitigato un po' la delusione della mancata qualificazione, ma la differenza è che la mancata qualificazione è immeritata. Dobbiamo ripartire ed essere più forti di prima". Il tempo dei rimpianti è finito: per Roberto Mancini è l'ora di mettersi alle spalle l'amarezza per il pass sfumato per i Mondiali in Qatar. La Nazionale deve pensare al futuro, a cominciare dai prossimi impegni: l'amichevole a Wembley del primo giugno contro l'Argentina, che coinciderà con l'ultima presenza in azzurro di Giorgio Chiellini, e le prime gare di Nations League.

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Verso la Nations League

"Qualcuno dopo Wembley andrà a riposarsi, alcuni dei ragazzi andranno nelle varie Under. Giorgio ha fatto la sua scelta, lo ringrazierò nuovamente, ma è giusto che intraprenda la sua strada - spiega il commissario tecnico - Qualcuno magari giocherà l'ultima partita di quest'anno e tornerà a casa perché poi dobbiamo fare delle scelte, ma nessuno ha l'età di Giorgio. La Nations League? Siamo capitati nel girone più complicato. Inghilterra e Germania sono forti e l'Ungheria, allenata da un ct italiano (Marco Rossi, nda), sarà difficile da affrontare. Giocare contro Inghilterra, Germania e Ungheria ci sarà molto utile Non possiamo cambiare tutta la squadra, ma possiamo inserire alcuni dei ragazzi un po' più giovani che hanno giocato meno".

Tema giovani

In relazione a questo, i tre giorni di stage con i calciatori di interesse nazional sono stati particolarmente importanti secondo Mancini. "Abbiamo visto più di 50 giocatori e quasi tutti bravi, con un grande futuro. Speriamo abbiano la possibilità di giocare. Chi è rimasto qui (Gatti, Esposito, Ricci, Cancellieri, Gnonto e Zerbin, nda) non è rimasto perché migliore degli altri, ma perché la mattina abbiamo la possibilità di allenarli e valutarli ancora meglio, così da accorciare i tempi per questi giovani che hanno grandi qualità. Quando ero ragazzo - conclude il Mancio - almeno una volta al mese eravamo qui a Coverciano. Credo si possa fare anche adesso”.

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