Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 6 maggio 2021 - Un addio ormai certo o forse no, perché mai come ora Aurelio De Laurentiis e Gennaro Gattuso sembrano più vicini che mai: quasi come ai vecchi tempi.

Una frattura (quasi) insanabile

 In quel 'quasi' c'è racchiuso tutto il pathos di una corsa per un posto in Champions League che mai come quest'anno appare tesa e soprattutto ricca di contendenti. Lo sa bene il Napoli che, dopo la frenata interna contro il Cagliari nell'ultima giornata di campionato, non potrà commettere ulteriori passi falsi per avere la certezza di centrare quello che fin dall'estate era considerato l'obiettivo minimo stagionale. Poi, è storia nota, il campionato degli azzurri, complici infortuni e Covid, si è complicato strada facendo, al punto che lo scorso inverno la panchina di Gattuso ha a lungo traballato, con tanto di vari contatti avuti da De Laurentiis con diversi allenatori. Una mossa che non è piaciuta al tecnico calabrese, che ha deliberatamente interrotto qualsiasi rapporto con il patron e, soprattutto, annullato le trattative in corso per rinnovare il contratto che lo lega al club partenopeo fino al prossimo 30 giugno. Una scadenza che si avvicina a grandi passi ma che potrebbe non rappresentare la fine di un sodalizio che, seppur tra mille bufere, si sta dimostrando solido. Almeno sul campo. Per il resto Gattuso ha chiaramente ordinato al suo agente (il potente Jorge Mendes) di rinviare ogni discorso alla fine del campionato: possibilmente con il pass per la Champions League in tasca. Non è detto che, anche in quel caso, Ringhio possa continuare a essere l'allenatore azzurro perché le frizioni con De Laurentiis sono state numerose e piuttosto pesanti. Eppure, paradossalmente il valzer delle panchine già iniziato spinge proprio per il Gattuso-bis.

Naufragio viola

Le buone notizie in tal senso sono quelle arrivate da Firenze, città che fino a qualche giorno fa sembrava la prossima meta del tecnico calabrese. Evidentemente la storia d'amore virtuale è finita ben prima che fosse celebrato il matrimonio: colpa forse del progetto presentato da Rocco Commisso, alle prese con una stagione, quella della sua Fiorentina, molto al di sotto delle aspettative o semplicemente di una rosa, quella viola, poco adatta al gioco proposto da Gattuso, uno che fa della costruzione dal basso il proprio diktat. Altre panchine (virtualmente) libere per il momento non ce ne sono e quindi quella azzurra diventa improvvisamente la prima scelta di Ringhio: a patto di portare a termine con successo la lunga rincorsa Champions.

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