Ralf Rangnick (Ansa)
Ralf Rangnick (Ansa)

Milano, 6 agosto 2020 - Ralf Rangnick e il Milan, non c'è nessun rancore. L'allenatore, promesso sposo dei rossoneri per tutta la primavera appena trascorsa, è tornato a parlare sul perché il suo approdo a Milanello sia naufragato da quando la stagione è ripartita, al termine del lockdown. Il tecnico, intervistato da Süddeutsche Zeitung, si è così pronunciato: "Il Milan ha vinto nove partite e ne ha pareggiate tre da quando la Serie A è ripresa. Perché avrebbero dovuto cambiare tutto?".

Una posizione chiara, semplice e che non cela alcun tipo di risentimento verso la dirigenza rossonera. "Non sarebbe stato saggio andarci" prosegue Rangnick, "se mi mettessi nei panni dei tifosi, dei dirigenti o dei giocatori difficilmente avrei compreso perché la società avrebbe dovuto cambiare allenatore dopo un periodo positivo come questo". Sottintesi, dunque, i grandi complimenti per Stefano Pioli, che da allenatore-traghettatore è stato invece capace di conquistare la piazza e ottenere risultati importanti, che cercherà di bissare nella prossima stagione.

Capitolo mercato: Bakayoko vuole tornare a Milano. Il centrocampista continua a lanciare messaggi a Maldini e Massara, che però valutano troppo oneroso il suo cartellino. Il Chelsea, che lo ha riaccolto dopo il prestito al Monaco, lo vede solo come un esubero e vuole fare cassa. Il prezzo è fissato ed è di trenta milioni, troppi per il Diavolo, che non lo vede al momento come una priorità. In uscita Ricardo Rodriguez piace all'Herta Berlino, mentre Calabria a Bologna e Siviglia. Resta sullo sfondo l'affare Federico Chiesa: i rumors si intensificano, il Milan vuole parlare con la Fiorentina e con Rocco Commisso. La trattativa è molto complessa e il costo del cartellino del gioiello viola è molto alto.