Aaron Ramsey
Aaron Ramsey

Torino, 29 maggio 2020 - L'attesa è destinata a volgere presto al termine. Prima la Coppa Italia, poi la Serie A: nel weekend del 13/14 giugno è prevista la ripartenza la stagione del calcio nel Belpaese, dopo tre lunghi mesi di assenza. Tre mesi che Aaron Ramsey ha deciso di trascorrere a Torino, risultando in controtendenza rispetto agli altri stranieri della Juventus, la maggior parte dei quali ha fatto ritorno nel proprio paese d'origine. "E' stato difficile rimanere in casa per così tanto tempo, ma ci sono stati anche molti aspetti positivi - ha raccontato il gallese ai microfoni di Sky Sport - Tra tutti, il tempo passato con la mia famiglia, per il quale sarò sempre grato. L’Italia ha gestito bene le cose e tutto sta ripartendo pian piano". 

Anche il mondo del calcio ovviamente è stato coinvolto in questo lento processo di ripresa. "Abbiamo cominciato con sedute individuali: un'esperienza molto strana per come eravamo abituati, ma era la cosa più giusta per la nostra salute e per il rispetto delle regole. Poi siamo tornati ad allenarci in gruppo ed è stato bello perché è quello che amiamo di più. Siamo fiduciosi, seguiamo i protocolli e non vediamo l’ora di tornare a giocare. Sarà strano farlo a porte chiuse, come già abbiamo provato con l’Inter, ma è l’unico modo per riuscire a completare la stagione - il pensiero di Ramsey - Ci è mancato tanto il campo e ora ci mancano le partite". 

Specialmente quelle di Champions League. "La Champions ad agosto sarà un'altra nuova situazione, ma faremo quello che ci verrà chiesto. Prima di tutto dovremo concludere al meglio la stagione sperando che tutti stiano bene e in salute. Bisognerà vedere quello che succede, ma intanto essere già felici del fatto che abbiamo la possibilità di tornare a giocare a calcio. Ho letto che in Germania c'è stato un aumento degli infortuni: tutti i club devono essere intelligenti e penso che le cinque sostituzioni possano aiutare. Sarà importante parlare con l'allenatore e con lo staff del nostro stato di salute - ha concluso il numero 8 della Juventus - Ma io conosco il mio corpo. Dovrò essere onesto con me stesso e con il mister. Ci saranno dei rischi sicuramente, ma dobbiamo essere contenti di rientrare in campo".